L’acqua e l’olio
Caffè Scorretto
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Q uesto Caffè, che a certuni sembrerà scorrettissimo, è un breve promemoria per chi accusa l’Italia di avversare l’integrazione degli immigrati islamici. Lo faccio dopo che con un’azzardata invasione di campo si è aggiunto al coro il fascinoso attore americano Richard Gere. L’analisi oggettiva delle differenze è indicativa di due mondi inconciliabili. Noi siamo di civiltà cristiana e cultura cattolica, compresi coloro che si dichiarano atei. Loro praticano una religione di conquista; noi ne pratichiamo una di apostolato. Noi siamo democratici, loro sono teocratici. Dal Vangelo promana una regola morale, dal Corano promanano le leggi dello Stato. Il cristianesimo predica pace, l’islamismo ordina lo jihad, la guerra santa. Noi aneliamo alla vita, loro strumentalizzano la morte. Le nostre norme di convivenza sono scritte nei codici civili e penali promulgati da liberi parlamenti; le loro sono quelle della sharia. Loro sono obbligati a credere, noi no. Noi pratichiamo la tolleranza e il dubbio, loro soltanto certezze e verità assolute. Noi siamo intrisi di cultura occidentale, retaggio di filosofia greca, umanesimo e illuminismo; la loro cultura è ancorata alla parola eterna del Profeta. In sintesi: noi siamo acqua, loro sono olio. L’emulsione tra questi due elementi avviene soltanto con una forzatura chimica che snatura l’uno e l’altro. Altrimenti è impossibile.
