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Pallamano

Luisella Podda lascia l'Hac Nuoro e va alla Pontinia

Una notizia "appresa con rammarico" dalla società
luisella podda ormai ex hac nuoro (foto enrico corrias)
Luisella Podda, ormai ex Hac Nuoro (foto Enrico Corrias)

Quaranta giorni fa l'Hac Nuoro annunciava la conferma dell'ala mancina Luisella Podda, nata e cresciuta sportivamente proprio nella società barbaricina, con cui aveva disputato anche l'ultimo campionato di A1 femminile di pallamano. Oggi, attraverso una nota, il club ha annunciato la partenza della giocatrice, che andrà a vestire la maglia della Pontinia, sodalizio della provincia di Latina che, come l'Hac, milita nella massima serie italiana.

Il club nuorese ha subito augurato "alla giocatrice le migliori fortune sia in ambito sportivo sia personale", però ha anche voluto commentare il colpo di mercato che ha portato una delle punte di diamante del proprio roster a salutare Nuoro.

"La società non può fare a meno di esprimere pubblicamente il proprio rammarico, soprattutto perché la giocatrice aveva offerto la disponibilità a proseguire il suo percorso con la maglia dell'Hac. Un cambio di rotta repentino che reca non pochi danni nell'organizzazione tecnica della squadra, anche perché giunge a poche settimane dall'inizio dei campionati", recita il comunicato della società.

L'Handball Athletic Club Nuoro, nella medesima nota, ha sollevato un problema relativo alle modalità che certe società seguirebbero al momento di muoversi sul mercato: "Come già denunciato dalla Pallamano Oderzo, talune società agiscono in spregio alle regole del buonsenso e della solidarietà raccomandate anche dalla Federazione all'indomani dell'emergenza Covid".

La società nuorese, che ha considerato la partenza di Luisella Podda "una dilapidazione di un patrimonio tecnico accumulato in dieci anni, dalle scuole elementari, quando fu reclutata in occasione dei progetti seguiti dal coach Roberto Deiana, ad oggi, che la giocatrice è arrivata in Nazionale. Dietro al mercato ufficiale, negli ultimi mesi se ne è sviluppato uno più oscuro, fatto di contatti diretti con le atlete e le loro famiglie, senza mai un consulto col club di appartenenza. Per il bene del movimento è ora che venga posto un freno a questi atteggiamenti".

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