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Quel sogno che il Sorso chiama "Serie D"

La squadra si prepara ad affrontare il Pomezia
pierluigi scotto (foto l unione sarda andrea serreli)
Pierluigi Scotto (foto L'Unione Sarda - Andrea Serreli)

Un passato pesante, glorioso. Basti dire che il Sorso fra i suoi allenatori ha avuto anche un certo Amarildo, il brasiliano che ai mondiali del 1962 prese il posto di Pelè.

Sono passati quasi 35 anni dall'ultima stagione del Sorso in Serie D. Era il torneo 1984/1985 e i biancocelesti conquistarono addirittura la Serie C2. Ora il sogno di far ritorno in Quarta Serie può diventare realtà.

Da Pomezia, dove si è giocata la gara di andata del primo turno dei playoff nazionali di Eccellenza, la squadra di Pierluigi Scotto è rientrata con una vittoria. Per accedere all'ultimo turno basterà anche un pareggio.

L'incontro di ritorno si giocherà domenica prossima a "La Piramide" alle 15.30. "Abbiamo disputato una gara intelligente", esordisce Scotto. "Avevamo davanti un'autentica corazzata. Al livello del Muravera per intenderci. Nel primo tempo, ci hanno aspettati poi si sono caricati fino all'occasione del rigore, parato da Secchi. Nella ripresa, abbiamo avuto in mano il pallino del gioco riuscendo a trovare il gol. Non abbiamo ancora ottenuto nulla", continua. "Ci aspetta ora la seconda parte. Dovremo affrontare il ritorno con umiltà consapevoli che sarà durissima. Giocheremo fino all'ultima goccia di sudore".

Scotto più che a fare proclami è abituato a lavorare. Conosce troppo bene il calcio per farsi trarre in inganno. Il Pomezia domenica a Sorso si giocherà l'intera stagione. E il Sorso pure che mira alla finale dei playoff per sperare di tornare in quella D che nel paese della Romangia manca da troppo tempo. I ragazzi sono stati catechizzati. Quasi a snobbare il Pomezia.

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