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Il gruppo

"Vent'anni", i Maneskin tornano con un nuovo singolo

Un "brano manifesto" per "accorciare il gap generazionale"
particolare dello scatto di oliviero toscani (foto via ansa)
Particolare dello scatto di Oliviero Toscani (foto via Ansa)

"Raccontiamo i nostri 20 anni. Per parlare ai nostri coetanei, ma anche alle persone più grandi di noi". I Maneskin, gruppo rivelazione del 2017 dopo la partecipazione a X Factor, tornano dopo un periodo di silenzio e alcuni mesi passati a Londra, con un nuovo brano dal titolo "Vent'anni", che esce domani e si preannuncia come primo passo per nuovi progetti e per una nuova fase artistica.

Un brano manifesto "per accorciare il gap generazionale, portando alla luce emozioni e sensazioni che sono universali e possono accumunare tutte le generazioni", raccontano Damiano, Victoria, Thomas e Ethan che hanno presentato il singolo con una performance live - senza pubblico - tra i palazzi imperiali sul Palatino a Roma.

Scritta dai Maneskin e prodotta con Fabrizio Ferraguzzo, "Vent'anni" è una rock ballad scritta in forma di lettera aperta in cui si intrecciano i pensieri di Damiano con quelli del suo alter ego più maturo. "Ho scritto quello che io stesso avrei voluto sentirmi dire da qualcuno più adulto ora che ho vent'anni - racconta. Parole rivolte ai coetanei, ma che fanno ricordare anche a chi ventenne non lo è più quanto "farà male il dubbio di non essere nessuno", quanto a quell'età faccia paura, ma allo stesso tempo sia naturale sbagliare, spinti dal desiderio di fare qualcosa di grande perché "sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri".

A firmare la campagna di lancio del brano, nato durante il lockdown, il fotografo Oliviero Toscani che ha ritratto i quattro ragazzi nudi e stretti in un abbraccio.

"Volevamo rappresentare l'amore privo di sovrastrutture e pregiudizi - spiega Victoria -. La libertà sessuale e del proprio corpo, per essere se stessi".

Quattro ragazzi con le idee molto chiare e una solida formazione musicale, nata dall'ascolto di Led Zeppelin, David Bowie, Genesis, Pink Floyd. "Gente seria. Siamo stati molto influenzati dagli anni Ottanta e come gruppo cerchiamo di tornare a un suono analogico, diverso da quello che va oggi di moda", spiega Victoria. "Abbiamo voglia di fare qualcosa che vada oltre il profitto, non vogliamo essere di passaggio, ma fare qualcosa di significativo in questa vita. Lasciare il segno", concordano.

(Unioneonline/v.l.)

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