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Il rap della scrittrice

Anna Savini gioca con se stessa, la sua vita, le sue emozioni, le sue gioie, i suo idolori, mai fuori squadra, sempre sul filo, senza cadere nel patetico o nel grottesco
anna savini con sfera ebbasta (foto l unione sarda chiappe)
Anna Savini con Sfera ebbasta (foto L'Unione Sarda - Chiappe)

-Quando meno te lo aspetti è una frase torturante. Quando stavo male per amore me la dicevano di continuo. Volevano farmi trovare un nuovo fidanzato e, secondo loro, sarebbe saltato fuori quando meno me l'aspettavo. Infatti più me lo dicevano meno possibilità c'erano che accadesse. La storia della classifica è uguale. Non ce l'hanno fatta neanche le schiere celesti ispirate dalle recensione che mi ha scritto Vittore De Carli sul giornale della Diocesi. Non c'è verso di entrare nella top ten, nei top 100 almeno, nei mille dai. John Travolta ha avuto un periodo in cui non lo chiamavano più. Lui non si perso d'animo, ha continuato a studiare le persone così ha ha preso appunti per i suoi personaggi. E quando hanno ricominciato a chiamarlo lui era pronto a interpretare chiunque, come John Travolta. Io ho fatto lo stesso.

Anna Savini torna in libreria col solito tocco che le permette di raccontare qualsiasi cosa, disgrazie incluse, con la leggerezza che subito strappa il sorriso e poi induce alla riflessione. La sua ultima fatica letteraria si intitola Sclera ebbasta, uscirà in settembre per Tam Editore ed è la storia di una giornalista che da sempre vuole scrivere un libro. Quando finalmente ci riesce è un successo di complimenti, presentazioni, inviti a destra e a manca, interviste e articoli. E stop. Perché il libro non entra in classifica. E lì comincia la depressione.

"E' autobiografico, certamente, ma anche romanzato". Insomma, dentro c'è l'autrice con le sue vicende professionali, umane e pure sentimentali che già abbiamo conosciuto nel libro d'esordio - Buone ragioni per restare in vita - dove ha raccontato la sua malattia. "Uso i flashback per raccontare quello che è successo non appena ho finito di scrivere il romanzo che sognavo di pubblicare da quando avevo 14 anni. Non sapevo, per esempio, che si dovesse aspettare 40 giorni tra la consegna del volume e la pubblicazione. In tutto quel tempo non puoi dire né fare niente, e allora cresce l'ansia che non fa dormire".

Un po' come succedeva quando aspettava il ritorno del Defunto Amore che, seppur sfumato, c'è anche in questo racconto. "Solo che la protagonista lo manda al diavolo e fa pure di più: si presenta, nelle vesti di giornalista, a un appuntamento al buio con Il Terribile che le promettere uno scoop". E siccome è anche un bel ragazzo chissà che il Defunto Amore, evidentemente non proprio defunto, non ne sia geloso.

- Mi sono chiesta: ma io, tolte le solite cose, lavorare, mangiare, dormire, lettera, testamento, cosa ho fatto in 136 settimane? A parte svegliarmi ogni mattina con la luna storta, litigare con Ignoto Uno e Ignoto Due e convincere il Defunto Amore ad amarmi, in tutto questo tempo cosa ho fatto davvero? Mi sono stressata con questa storia del libro, ecco cosa ho fatto. Era tutta la vita che sognavo di diventare una scrittrice di best seller. Ma lasciavo sempre i libri a metà. Ne iniziavo uno, usciva qualcosa che gli assomigliava, ci restavo male, lo piantavo lì. Ne iniziavo un altro, usciva un'altra storia simile, ne iniziavo un terzo.

Avanti così fino a quando, finalmente ce l'ho fatta. Era quello che avevo sempre sognato. Solo che non era esattamente come l'avevo immaginato.Per carità, è stato anche esaltante, tutti che mi cercavano. Solo che la promozione non finiva mai e io ho fatto come George Clooney nella Tempesta perfetta: sono andata avanti. Lo shopping compulsivo in certe situazioni aiuta e anche un taglio di capelli nuovo di zecca. Giusto per non impazzire.

Anna Savini (foto L'Unione Sarda - Chiappe)
Anna Savini (foto L'Unione Sarda - Chiappe)

- Quando mi sono ammalata avevo solo tanti capitoli sparpagliati dappertutto. Allora ho iniziato un libro nuovo che è quello che mi toglie il sonno. Da quando è stato stampato a quando arriverà in libreria devono passare quaranta giorni, ha detto la mia editor. Quaranta giorni in cui, ho già capito, non farò altro che pensare al mio Grande, mai del tutto Defunto, amore.

Anna Savini gioca con se stessa, la sua vita, le sue emozioni, le sue gioie, i suo idolori, mai fuori squadra, sempre sul filo, senza cadere nel patetico o nel grottesco. A tratti confusionaria, basta voltar pagina per ricomporre il puzzle di tante storie dentro una storia che prende per mano il lettore e lo accompagna con curiosità. A un certo punto la protagonista scopre il mondo dei rapper. Il primo è Marrachas. Ed è un'autentica svolta che la immerge in un mondo che non conosceva se non per quel che si era scritto dopo i terribili fatti accaduti in una discoteca. Ne resta subito affascinata. Di più: si innamora. Di Marracash, Sferaebbasta e tanti altri: li segue, sente la loro musica, si fa i selfie, ed è forse questa la soluzione all'insonnia. - Sta così bene che si dimentica di stare male.

"Sì, lo so è un libro un po' adolescenziale, ma vorrei trasmettere una cosa che ho imparato a mie spese: nella vita non c'è solo la prima fila e alcune cose non dipendono da te. Sapere che altri prima di te ci sono passati aiuta". E' Il Segreto che la fa rinascere e la rende bella bellissima e in pace con se stessa. E se la letteratura nasce dal dolore è anche un ottimo unguento per lenirlo. In un susseguirsi mai banale di emozioni.

Il nuovo libro di Anna Savini
Il nuovo libro di Anna Savini

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