SPETTACOLI

Teatro

Lino Guanciale: "Gramsci è il mio riferimento esistenziale, quello che mi lega alla Sardegna"

L'attore ricorda un viaggio nell'Isola in cui a un certo punto ha visto il cartello "Ales", patria del filosofo sardo, "e ho provato una grande emozione"

Nonostante sia un animale da palcoscenico e uno degli attori tra i più amati in Italia, Lino Guanciale sorride timido quando ci accoglie nel suo camerino nel Teatro Strehler di Milano, dove fino al 27 gennaio sarà in scena con Ragazzi di Vita di Massimo Popolizio, spettacolo vincitore del Premio Ubu 2017 come Miglior Regia.

La notorietà dell’attore abruzzese è arrivata con le fiction Rai (tra cui L’Allieva), recentemente sugellata dal successo de La Porta Rossa, diretto da Carmine Elia, sceneggiato noir in cui Guanciale riveste i panni del commissario Cagliostro, che ritroveremo il 13 febbraio su Rai 2 per la seconda attesa stagione.

Lino, come è nata la sua passione per la recitazione?

"Già da piccolo ero un avido spettatore, specialmente di cinema e televisione, perché ad Avezzano, il piccolo paese dove sono nato, non esisteva un vero e proprio teatro; a volte arrivavano compagnie di professionisti ma venivano ospitate in spazi alternativi. (Ora ad Avezzano il Teatro c’è, ed è lo stesso Lino Guanciale a curarne la direzione artistica. ndr). Io non avevo mai pensato di fare l’attore, forse in realtà perché sentivo che mi sarebbe piaciuto troppo e avevo paura di non esserne all’altezza e di rovinare i miei piani per il futuro. All’ultimo anno delle superiori però ho fatto un corso di teatro che, proprio come temevo, mi ha scombussolato del tutto. Così, dopo aver passato il test di ingresso per Medicina ho deciso invece di iscrivermi all’Accademia di Arte Drammatica a Roma".

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La carriera di Lino Guanciale nasce non sullo schermo ma in Teatro, a cui è sempre rimasto fedele. A diciannove anni ha debuttato come Paride nel Romeo e Giulietta sotto la direzione del grande Gigi Proietti, per poi collaborare con alcuni dei più illustri registi della scena teatrale italiana, tra cui Luca Ronconi, Claudio Longhi e Michele Placido (il quale l'ha diretto poi in uno dei suoi primi ruoli cinematografici, nella graffiante pellicola Vallanzasca- Gli angeli del male).

Un primo piano dell'attore Lino Guanciale (Facebook)
Un primo piano dell'attore Lino Guanciale (Facebook)

In diversi progetti teatrali, oltre che recitare, ha ricoperto anche il ruolo di drammaturgo.Ha mai pensato di approdare alla regia?

"Si, devo dire di si, è un qualcosa che desidero, anche per crescere ulteriormente e mettermi in discussione. Ultimamente mi stanno chiedendo di dirigere alcuni lavori e a novembre/dicembre prossimi curerò la mia prima regia con i ragazzi della Scuola di Teatro di Modena Iolanda Gazzerro, di cui sono anche docente".

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Parla con umiltà Lino, con la delicatezza d’animo d’una persona che si è fatta strada con talento, passione e rigore.

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Uno dei suo primi film, Happy Days Motel, opera prima di Francesca Staasch, fu girato in Sardegna, a Villacidro, nell’estate del 2012.

"Si, si trattava di un film indipendente, talmente indipendente che non avevamo manco i soldi per l’aereo e partimmo tutti, attori e tecnici, in traghetto. Un’esperienza molto avventurosa. Tra l’altro la regista è una mia cara amica e assieme, in quel mese di riprese, abbiamo potuto visitare le bellissime spiagge del circondario e anche le suggestive zone delle vecchie miniere del Sulcis e dei nuovi parchi ex industriali. Ricordo poi l’emozione quando ho visto il cartello che indicava la strada per Ales, paese natale di Antonio Gramsci, uno dei miei riferimenti dal punto di vista politico, filosofico ed esistenziale, la cui sardità mi lega profondamente alla vostra splendida terra".

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Ed è con queste parole emozionate che Lino si raccoglie nella riservatezza del suo camerino, prima di andare a dominare, come sempre, il palcoscenico.

Roberta Crivelli

(attrice teatrale - Milano)

© Riproduzione riservata

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