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Un cagliaritano a Rio: "Da quando sono qua il Capodanno più triste"

Deserta la popolare spiaggia di Copacabana
il celebre lungomare di copacabana a mezzanotte (foto di carlo d andrea)
Il celebre lungomare di Copacabana a mezzanotte (foto di Carlo D'Andrea)

Dalle ore 20 di ieri sera coprifuoco e locali chiusi anche a Rio de Janeiro in Brasile, in quello che era uno dei capodanni i più vivaci del mondo.

Ma evidentemente le morti da coronavirus hanno convinto il presidente Bolsonaro e le autorità brasiliane ad adottare anche per l'ultimo dell'anno provvedimenti drastici.

La popolare spiaggia di Copacabana, uno dei lungomari più famosi al mondo, si presentava totalmente deserta. Solo un anno fa per l'ultima notte dell'anno, c'erano almeno 200mila persone a salutare l'anno vecchio e brindare a quello nuovo, assistendo ai mirabolanti fuochi d'artificio. Nessuno allora avrebbe potuto immaginare che il 2020 sarebbe stato uno degli anni più infausti della storia.

"È sicuramente il capodanno più triste da quando sono in Brasile - afferma Carlo D'Andrea, 57 anni, cagliaritano trasferito a Rio da oltre 20 anni -. Lo abbiamo trascorso a casa in famiglia. Ho ricevuto diverse foto da un amico che abita di fronte alla spiaggia di Copacabana. Era anche lui triste: quella spiaggia per tutti i brasiliani è il simbolo dell'allegria e della vita. Vederla così, senza anima viva a mezzanotte, fa male, ma purtroppo la pandemia si sta facendo ancora sentire".

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