SARDEGNA IN PARLAMENTO - NOTIZIE

Sanità sarda, Mara Lapia (5S) sollecita giunta regionale e governo

In Aula la deputata ha criticato la giunta Solinas e con un'interrogazione ha sollecitato il governo a sostenere i presidi sanitari in Sardegna per le cure innovative.

"In Sardegna l'ennesima passerella inutile della giunta regionale che si è recata nel poliambulatorio di Siniscola (NU) nella persona dell'assessore Nieddu per una riunione in sordina che non ha incluso i medici, il personale paramedico, i pazienti, i sindacati, il personale". Questa la denuncia della deputata sarda del M5S Mara Lapia lunedì in Aula a Montecitorio. Durante gli interventi di fine seduta, Lapia ha giudicato "inutile" la visita svolta lo scorso sabato dall'assessore alla Sanità sarda Mario Nieddu presso l'ospedale della cittadina in provincia di Nuoro. La missione doveva servire a fare il punto sull'efficienza della struttura e sullo status del sistema sanitario nel nuorese, spiega Lapia, ma l'assenza dall'incontro del personale sanitario e di altri soggetti direttamente coinvolti avrebbe trasformato la giornata in una "passeggiata inutile per la finalità che gli incontri di questo tipo dovrebbero perseguire, e cioè la conoscenza diretta dei problemi, l'ascolto di tutte le parti coinvolte, la necessità di informarsi direttamente per organizzare la strategia più efficace per un intervento risolutivo". Lapia si è spesa per la sanità sarda anche con un'interrogazione a risposta scritta rivolta al ministero della Salute, in cui ha sollecitato l'esecutivo ad adottare iniziative normative, con il coinvolgimento della Regione, per l'individuazione di un soddisfacente sistema di presidi sanitari dedicati alle cure innovative, in modo da fornire ai pazienti oncologici le terapie salva-vita nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, evitando casi come quello del presidio ospedaliero San Martino di Oristano, che ad oggi resta non autorizzato a prescrivere e somministrare farmaci innovativi per i pazienti sottoposti a regimi di chemioterapia (secondo una decisione della direzione generale della sanità che risale all'11 gennaio 2017).

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