SARDEGNA IN PARLAMENTO - NOTIZIE

Guerra sul Grano Cappelli
Vallascas: Bellanova chiarisca

Confermata dall'Autorità della Concorrenza la sanzione all'azienda titolare della varietà. Il deputato: ''diritti esclusivi, si minaccia la filiera''
grano cappelli (foto archivio l unione sarda)
Grano Cappelli (foto archivio L'Unione Sarda)

Una sanzione di150 mila euro, 50 per ciascuna pratica scorretta verificata: sarebbe questo l'esito della procedura avviata dall'Autorità garante della concorrenza contro la S.i.s. s.p.a. - società sementiera titolare, su licenza del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea), dell'esclusiva legale sulla varietà di grano duro "Cappelli" - in merito ad alcune pratiche dell'azienda considerate contrarie alla disciplina delle relazioni commerciali nella cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. A ricordarlo è il deputato sardo Andrea Vallascas, eletto in Parlamento con il Movimento 5 Stelle, in un'interrogazione presentata alla Camera e indirizzata al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova: il deputato ha chiesto al governo di chiarire la sua posizone nel merito, soprattutto rispetto agli attuali diritti esclusivi dell'azienda sul grano "Senatore Cappelli". Nell'attirare l'attenzione del ministro sulla questione, Vallascas ha voluto ricordare l'importante sviluppo che, a partire dagli anni '80, ha riguardato questo particolare tipo di grano, la cui coltivazione "è stata riavviata negli ultimi vent'anni ad opera di agricoltori di alcune regioni italiane che hanno dato vita a una filiera nazionale di considerevoli dimensioni, con importanti prospettive di redditività nel biologico". A minacciare questo rilevante sviluppo nella filiera c'è però un'azienda, commenta il deputato, che secondo le più recenti notizie della stampa sarebbe colpevole di tre reati: di aver subordinato la fornitura delle sementi alla riconsegna di queste da parte dei coltivatori del grano prodotto, ritardato o addirittura rifiutato in maniera selettiva la fornitura delle sementi ai coltivatori e infine aumentato in maniera significativa e ingiustificata i prezzi delle sementi. Un comportamento iniquo su cui Vallascas ha chiesto al governo di pronunciarsi, "anche in una prospettiva", si legge in conclusione, "di un ulteriore sviluppo della filiera, valorizzando e consolidando il lavoro già avviato".

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