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Zona franca, Deidda al Governo:
"Il mare ci impedisce di crescere''

Secondo il deputato di Fratelli d'Italia l'esecutivo deve prendere atto che "siamo un'isola, i confini sono determinati da quel mare che ci ostacola"
il porto canale di cagliari (foto ungari l unione sarda)
Il porto canale di Cagliari (Foto Ungari - L'Unione Sarda)

"Il governo italiano deve semplicemente dare comunicazione agli organismi europei e prendere atto che noi siamo un'isola, dove i confini sono determinati da quel mare che ci ostacola e ci impedisce di crescere come noi vorremmo". È l'ennesimo appello all'esecutivo del deputato sardo Salvatore Deidda (FdI), questa volta avvenuto in Aula alla Camera durante la discussione generale sul decreto fiscale nella seduta di martedì scorso. Il riferimento è alla bocciatura - ritenuta "curiosa" dal parlamentare - del suo emendamento sulla Zona franca in Sardegna, che la commissione Finanze di Montecitorio ha ritenuto estraneo alla materia del provvedimento e che dunque non è stato messo ai voti e ritirato dal firmatario.

"Da anni rivendichiamo questo nostro diritto di sardi, in base allo Statuto approvato nel 1948, e ogni volta ci viene risposto picche", ha incalzato il deputato. Per riconoscere "quella zona franca che è sancita per la Sardegna, che è sancita da leggi dello Stato nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax e in altri porti e aree industriali ad essi funzionalmente collegati o collegabili" la delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività viene effettuata su proposta della Regione con separati decreti del presidente del Consiglio dei ministri.

Quanto alle sanzioni per i commercianti che non utilizzano il POS, eliminate dal decreto grazie all'approvazione di un emendamento di Forza Italia, Deidda ha fatto presente: "Siamo contenti che le avete rinviate, ma forse l'avete fatto perché avete tenuto conto che in molte parti d'Italia il POS non può funzionare perché manca la linea Internet? I grandi big delle compagnie ritengono che in determinati luoghi dell'Italia - io parlo della Sardegna, non mi permetto di parlare di altre regioni, di cui parleranno i miei colleghi - sono decine i comuni dove ci sono le infrastrutture per cablare la famosa fibra veloce ma Internet non arriva, perché le grandi compagnie dicono che non c'è la convenienza economica perché ci abita poca gente". "E non parliamo solo di zone interne - ha denunciato il deputato -, perché ci sono luoghi e comuni, come Villasimius - qualcuno forse lo conosce - dove la linea Internet non arriva". Infine un accenno anche alle norme sulla limitazione dei contanti (il testo prevede che passino dai tremila ai duemila euro per il prossimo anno ai mille per il successivo): "I turisti arrivano coi contanti sulle coste della Sardegna e vogliono spendere in contanti e se gli chiedi il bancomat ti dicono: noi abbiamo i contanti. Allora no, non pagate, non comprate, non andate assolutamente in quelle terre antiche!".

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