POLITICA

la battuta

"Papa in Campidoglio per benedire Raggi", l'ironia di Salvini fa infuriare M5S

"I romani meritano di più". La replica dei pentastellati non si fa attendere: "Meno ironia, più serietà. Dove sono i poliziotti promessi?"
matteo salvini e virginia raggi (ansa)
Matteo Salvini e Virginia Raggi (Ansa)

Una battuta sulla visita di Papa Francesco in Campidoglio che ha fatto andare su tutte le furie i pentastellati.

Ad accanirsi contro il sindaco di Roma, già in grande difficoltà, è l'alleato di governo Matteo Salvini.

Ospite del Maurizio Costanzo Show, il ministro dell'Interno commenta con ironia la visita di Papa Francesco al Campidoglio: "È andato a benedirla".

Un affondo che si fa ancor più duro con le parole successive: "A Roma ci sono dei topi che sembrano canguri e gabbiani che sembrano mostri preistorici. Viene facile dare tutte le colpe a Virginia Raggi: Roma è grande, difficile, da amministrare, ha problemi che vengono da tanti amministratori prima di Raggi. Ma penso che i romani meritino di più, non credo occorra uno scienziato per togliere la monnezza dalle strade e dai cestini. Tra un po' penso che arriveranno anche le cavallette".

La replica, a stretto giro di posta, arriva dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "I romani hanno scelto e la Raggi deve andare avanti fino alla fine dei cinque anni e dimostrare il suo valore. Se sarà andata bene lo decideranno i cittadini di Roma, non Salvini".

Ed è più dura la risposta di Paola Taverna. "Al ministro che dispensa ironia, consigliamo maggiore serietà. Dal Viminale non servono sterili polemiche ma collaborazione e risorse. Stiamo ancora aspettando i poliziotti che Salvini aveva promesso a Roma entro gennaio, così come i fondi per le telecamere in città. Il ministro sia consapevole delle sue responsabilità: meno polemiche, più lavoro per risolvere i problemi".

Un battibecco rivelatorio dell'aria che tira tra le due forze di governo. I grillini sono sempre più insofferenti di fronte al protagonismo di Salvini, e che qualcosa stia cambiando lo rivela anche l'atteggiamento di Di Maio negli ultimi giorni. Dalla via della Seta ("Salvini può parlare, ma io sono il ministro dello Sviluppo economico e devo fare i fatti") alla cittadinanza al piccolo Ramy ("Sono contento di aver convinto Salvini", ha detto Di Maio intestandosi la paternità della decisione).

(Unioneonline/L)

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