CRONACA - MONDO

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Registrato Sputnik V, il primo vaccino anti-Covid. Putin: "Anche mia figlia lo ha provato"

Ma non ha ancora superato la terza fase di test, i dubbi della comunità scientifica
vladimir putin (ansa)
Vladimir Putin (Ansa)

Nella corsa mondiale al vaccino la Russia taglia il traguardo per prima, con tutti i dubbi del caso.

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che Mosca ha registrato il primo vaccino contro il nuovo coronavirus, sviluppato dall'istituto Gamaleya.

La fase 3 dei test clinici è iniziata la settimana scorsa. "Stamattina per la prima volta nel mondo un vaccino contro la nuova infezione da coronavirus è stato registrato", ha annunciato Putin.

"Anche a una delle mie figlie è stato somministrato e sta bene", ha aggiunto. "Dopo la prima dose ha avuto la febbre a 38, che il giorno dopo è scesa poco sopra i 37 gradi. Poi, in seguito alla seconda dose, ha avuto di nuovo una leggera febbre ma poco dopo era tutto a posto. Si sente bene e ha un alto numero di anticorpi".

La vaccinazione, ha detto Putin, deve essere effettuata "a condizioni assolutamente volontarie", in modo che tutti coloro che lo desiderano possano "sfruttare le conquiste degli scienziati russi".

"So che altri istituti stanno lavorando su vaccini simili in Russia, auguro successo a tutti gli specialisti, dovremmo essere grati a tutti coloro che hanno fatto questo passo estremamente importante per il nostro Paese e il mondo intero", ha detto il presidente russo annunciando che Mosca inizierà "nel prossimo futuro" la produzione di massa.

Il vaccino è stato chiamato "Sputnik V", per analogia con il lancio del primo satellite artificiale terrestre nel 1957.

"Abbiamo ricevuto richieste per la produzione di un miliardo di dosi da 20 Stati", ha detto durante una conferenza online il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti Kirill Dimitriev. "Vediamo un grande interesse all'estero per il nostro vaccino".

I DUBBI - Un vaccino "efficace" ha dichiarato Putin, non dissipando tuttavia i dubbi di diversi osservatori. "Perché tutte le società stanno seguendo le regole e quelle russe non lo stanno facendo? Le regole per i test clinici sono scritte col sangue e non possono essere violate", ha dichiarato la direttrice esecutiva dell'Associazione di organizzazioni per ricerche cliniche Svetlana Zavidova.

"Questo - ha aggiunto - è un vaso di Pandora e non sappiamo cosa accadrà alle persone a cui è stato iniettato un vaccino non provato".

La fase 3 infatti è stata lanciata la settimana scorsa, ma normalmente dovrebbe durare mesi prima di poter registrare il vaccino. Il timore è che dietro questa corsa ci sia la ricerca di prestigio internazionale.

"Qualsiasi vaccino deve essere sicuro e rispettare i protocolli e le regole esistenti prima di essere utilizzato", ha sottolineato una settimana fa l'Oms.

E oggi, con il suo portavoce Tarik Jasarevic, ha sottolineato che il vaccino sviluppato da Mosca dovrà essere sottoposto a "rigorosi esami e valutazioni di tutti i dati richiesti sulla sicurezza ed efficacia prima di ottenere l'approvazione".

BERLINO - Anche il ministro della salute tedesco esprime dubbi su qualità, efficacia e assenza di rischi", del vaccino russo. "Lautorizzazione di un vaccino in Europa - dichiara un portavoce del ministero - richiede sufficienti conoscenze di test clinici per provare l'efficacia e l'assenza di rischio, oltre alla prova della qualità farmaceutica".

Il presidente dell'associazione federale medica tedesca, da parte sua, ha duramente criticato l'autorizzazione al vaccino di Mosca: "La registrazione di un vaccino senza la terza serie decisiva di test la considero un esperimento ad alto rischio per l'uomo" ha detto Klaus Reinhardt. "E' irresponsabile vaccinare interi gruppi di popolazione a questo stadio di sviluppo. Potrebbe trattarsi di una misura populista di uno stato autoritario che vuole mostrare al mondo la sua forza"

(Unioneonline/L)

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