CRONACA - MONDO

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Il caso di Chico Forti: "Presentata la domanda di trasferimento in Italia"

Nei giorni scorsi l'incontro col ministro Di Maio per parlare della situazione dell'italiano che si trova da 20 anni in un carcere americano
uno striscione per la liberazione di chico (ansa)
Uno striscione per la liberazione di Chico (Ansa)

Le buone notizie per Chico Forti potrebbero essere vicine.

L'italiano condannato all'ergastolo per omicidio e che da vent'anni si trova recluso in carcere negli Stati Uniti è al centro di una campagna per la revisione del processo o comunque per il suo trasferimento nel nostro Paese.

"Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio - ha scritto su Facebook Gianni Forti, parente di Chico - ha riferito di aver incaricato ufficialmente l'ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, di mettersi in contatto con il governatore della Florida, Ron De Santis, per ottenere l'approvazione al trasferimento di Chico Forti e avviare immediatamente le pratiche previste".

Alla Farnesina è avvenuto nelle scorse ore l'incontro tra Gianni Forti, il ministro e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.

"Di Maio - spiega Gianni - ha annunciato che nei primi giorni di dicembre ha ricevuto al ministero l'avvocato americano di Chico, Joe Tacopina, il quale gli ha presentato ufficialmente la domanda di trasferimento in Italia. L'istanza si basa sulla Convenzione di Strasburgo del 21 marzo 1983 sottoscritta dall'Italia e dagli Stati Uniti. Il ministro, pur non precisando i tempi necessari per il completamento della pratica, ha confermato il massimo impegno da parte del governo".

Chico da sempre si proclama innocente. In carcere va spesso a fargli visita il suo amico sardo, Roberto Fodde (QUI L'INTERVISTA).

(Unioneonline/s.s.)

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