CRONACA - MONDO

i contagi

Il coronavirus fa 41 vittime. Lo studio: "Potrebbe non provocare sintomi"

Un migliaio le persone contagiate dal virus cinese, il Paese ha esteso il cordone sanitario a 56 milioni di persone

Sale precipitosamente a 41 il bilancio delle vittime del coronavirus in Cina, dopo che nelle ultime ore sono morti in quindici a Wuhan, la città di undici milioni di abitanti epicentro dell'epidemia. Un migliaio i contagi, dicono le autorità.

Mentre la Cina ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l'infezione a 56 milioni di persone, la malattia è arrivata anche in Europa, con tre casi registrati in Francia.

L'ultimo caso, si legge in una nota del ministero della Salute francese, "è stato appena confermato e si tratta di un parente stretto di uno degli altri due casi segnalati. I tre pazienti erano stati in Cina e si trovano ora in ospedale a Bordeaux e Parigi, in isolamento".

virus cinese allerta internazionale
Virus cinese, allerta internazionale
l allerta stata estesa in 29 province dove oltre mille pazienti sono sotto osservazione
L'allerta è stata estesa in 29 province dove oltre mille pazienti sono sotto osservazione
per arginare il contagio le autorit hanno imposto il blocco dei trasporti in uscita dalla provincia di hubei
Per arginare il contagio le autorità hanno imposto il blocco dei trasporti in uscita dalla provincia di Hubei
intensificati i controlli anche negli aeroporti
Intensificati i controlli anche negli aeroporti
il virus partito dal mercato del pesce di wuhan
Il virus è partito dal mercato del pesce di Wuhan
successivamente ha coinvolto singapore thailandia usa e vietnam
Successivamente ha coinvolto Singapore, Thailandia, Usa e Vietnam
l oms ha invitato tutti a non perdere la calma
L'Oms ha invitato tutti a non perdere la calma
in asia in molti girano con mascherine e altre precauzioni
In Asia in molti girano con mascherine e altre precauzioni
precauzioni anche in metro
Precauzioni anche in metro
un aeroporto thailandese
Un aeroporto thailandese
(ansa andy rain)
(Ansa - Andy Rain)
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Quattro invece i casi di contagio accertati in Australia: uno a Melbourne e tre nel Nuovo Galles del Sud. Anche in questo caso tutti e quattro i pazienti sono stati di recente in Cina e tre di loro, di 43, 45 e 53 anni, sono arrivati direttamente da Wuhan.

Intanto, come riferisce il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno avviato un'operazione per far evacuare a partire da domani cittadini e diplomatici americani da Wuhan. Nella città cinese ci sono circa mille americani e l'ambasciata li sta contattando per organizzare il trasporto aereo che li riporterà negli Usa. Il personale medico americano sarà a bordo per trattare i casi sospetti.

Anche Hong Kong ha dichiarato l'epidemia del coronavirus "un'emergenza" - il livello di allarme più alto della città - mentre le autorità hanno aumentato le misure nel tentativo di ridurre il rischio di diffusione di ulteriori infezioni.

"Oggi dichiaro di alzare il livello di risposta all'emergenza", ha detto ai giornalisti la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, che presiederà personalmente un comitato interdipartimentale per consentire una risposta più rapida alla diffusione del virus.

LO STUDIO DI LANCET - Intanto "una brutta notizia" giunge da un articolo pubblicato su "The Lancet".

A porla in evidenza è il virologo Roberto Burioni su "MedicalFacts": "Sembra possibile l'esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il coronavirus. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest'infezione sarà più difficile del previsto", evidenzia l'esperto.

Lo studio preliminare di The Lancet ha preso in esame una famiglia di sei persone cinesi della provincia di Guangdong, che avevano visitato Wuhan a fine dicembre e inizio gennaio: cinque membri sono stati infettati e il sesto, un bambino di 10 anni, è stato contagiato ma non ha mostrato alcun sintomo.

Un elemento "che potrebbe rendere molto più problematico il controllo di questo virus", ribadisce Burioni. In ogni caso, "capisco la paura, ma in Italia questo coronavirus grazie al cielo, non è ancora arrivato. Quindi, non c'è motivo di evitare ristoranti cinesi, quartieri cinesi e i cinesi stessi. L'unica cosa che devono fare i cittadini italiani è semplice: non andare in Cina. Punto e basta. Dovrebbero anche cessare gli allarmi e la stampa dovrebbe smetterla di generare il panico ogni volta che un cittadino di origine asiatica ha la febbre. È il periodo dell'influenza ed è normale che accada".

(Unioneonline/D)

IL RACCONTO DI UN SARDO

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