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"Democrazia a rischio", Nancy Pelosi avvia la procedura d'impeachment per Trump

La commissione Giustizia può iniziare a scrivere gli articoli, poi il voto alla Camera. Infine, nel Senato a maggioranza repubblicana, si celebrerà il processo a Donald Trump
nancy pelosi (ansa)
Nancy Pelosi (Ansa)

"Le azioni di Donald Trump hanno violato la Costituzione, è in gioco la nostra democrazie e il Presidente non ci lascia altra scelta che agire. Negli Usa nessuno è al di sopra della legge, se lo consentiamo mettiamo a rischio la nostra Repubblica".

Con queste parole la speaker della Camera Nancy Pelosi ha dato il via alla procedura per l'impeachment, chiedendo alla commissione Giustizia di redigere gli articoli per l'accusa a Donald Trump, senza specificare i tempi del voto per la messa in stato d'accusa.

Durissima la replica di Trump: "I democratici, nullafacenti e di estrema sinistra, hanno appena annunciato che cercheranno di mettermi in stato d'accusa su niente. Hanno appena abbandonato la ridicola 'cosa' di Mueller (l'inchiesta sul Russiagate, ndr), quindi ora appendono il cappello su due telefonate totalmente appropriate con il presidente ucraino. Questo significa che da ora in poi l'impeachment potrà essere abitualmente usato per attaccare i presidenti".

Trump è finito sotto accusa per aver chiesto al suo omologo ucraino di indagare sul suo avversario politico, il democratico Joe Biden, e sul figlio; "In Senato - annuncia il tycoon - avremo i Biden, Pelosi e molti altri a testimoniare e riveleremo, per la prima volta, quanto è corrotto il nostro sistema. La cosa buona è che i repubblicani non sono mai stati così uniti. Vinceremo".

"Non mi presenterò spontaneamente in Senato, non consentirò a Trump di distogliere l'attenzione sui suoi crimini", ha detto invece Joe Biden.

Donald Trump (Ansa)
Donald Trump (Ansa)

COME FUNZIONA LA PROCEDURA DI IMPEACHMENT - La Camera può solo mandare a processo Trump, per quello che sarebbe una sorta di rinvio a giudizio. Per l'approvazione serve la maggioranza semplice dei voti: 218 su 435 membri. Alla Camera la maggioranza è dei dem, che contano 233 deputati contro i 197 dei repubblicani. Ci sono poi un indipendente e quattro seggi vacanti. Il Presidente è ufficialmente incriminato solo quando la Camera approva gli articoli dell'impeachment, la cui scrittura è un passaggio chiave della procedura.

Dopo l'approvazione scatta il processo al Senato, dove servono i voti di due terzi dei cento senatori per rimuovere il Presidente dalla Casa Bianca, quindi 67. Ma qui la maggioranza è repubblicana: 53 voti contro i 47 dei democratici. I dem dunque avrebbero bisogno dell'ok di 20 repubblicani per condannare Trump.

C'è un solo precedente nella storia americana: quello di Bill Clinton, per cui la Camera approvò l'impeachment, ma il Senato lo assolse. Richard Nixon invece si dimise per lo scandalo Watergate prima che la Camera votasse sulla sua messa in stato d'accusa.

(Unioneonline/L)

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