CRONACA - MONDO

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Ex chirurgo a processo per 250 casi di pedofilia: "Li violentava dopo l'anestesia"

L'uomo ha esercitato per 30 anni indisturbato, eppure nel 2005 era stato già condannato per detenzione di materiale pedopornografico
(foto pixabay)
(Foto Pixabay)

Un ex chirurgo francese in pensione è finito a processo con l'accusa di aver violentato bambini e bambine mentre lavorava: le potenziali vittime sono 250, ha detto il procuratore di La Rochelle Laurent Zuchowicz. Spesso anestetizzava i bimbi prima di abusarne.

Il processo a Joel Le Scouarnec, 68 anni, inizia a marzo, e la sua vicenda sta facendo molto discutere in Francia.

In casa l'uomo aveva un quaderno di appunti con un lungo elenco di nomi, tutti di minorenni, i maschi da una parte, le femmine dell'altra. Con tanto di indirizzo in alcuni casi, e persino bambole e parrucche che probabilmente appartenevano alle vittime. È stato inoltre rinvenuto materiale pedopornografico a non finire.

L'ormai ex chirurgo - specialista dell'apparato digerente - ha esercitato per trent'anni, da metà anni '80, in diverse regioni francesi, ma soprattutto in Bretagna. Una prima denuncia lo aveva incastrato per violenze su una bambina figlia di due suoi vicini di casa.

Di lì sono partite le perquisizioni e scaturite diverse testimonianze che hanno squarciato il velo sull'attività del medico, che ha agito indisturbato per trent'anni, in alcuni casi anche abusando dei minori dopo averli anestetizzati.

Sono 184 le denunce presentate, di cui 181 riguardano persone minorenni. Le Scouarnec avrebbe finora riconosciuto, parzialmente, solo le violenze su quattro vittime.

Ma in casa gli investigatori hanno trovato il quaderno con i nomi dei bambini, molti di loro erano quelli per cui erano state denunciate le violenze.

L'uomo già nel 2005 era stato condannato per possesso di materiale pedopornografico. Nel 2017 era finito in carcere al termine della prima parte dell'inchiesta, poi è finito ai domiciliari. Il processo si terrà dal 13 al 17 marzo.

Tutto sta nel capire se i nomi contenuti nei quaderni siano vittime di violenze sessuali effettivamente avvenute o "semplici immaginazioni", come sostiene uno degli avvocati del medico, Thibaut Kurzawa.

(Unioneonline/L)

© Riproduzione riservata

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