CRONACA - MONDO

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Attentato ai militari italiani in Iraq, l'Isis rivendica: "Con il favore di Dio"

Tra i cinque coinvolti c'è anche il sardo Paolo Piseddu, originario di Orroli

Si sta organizzando in queste ore il rientro in Italia dei cinque militari feriti ieri in Iraq. Paolo Piseddu, Marco Pisani, Andrea Quarto, Emanuele Valenza e Michele Tedesco torneranno presto in patria, intanto vengono seguiti dai sanitari presenti all'ospedale militare di Baghdad.

I cinque uomini delle forze speciali sono stati colpiti dall'esplosione di un led, un ordigno improvvisato.

Due hanno riportato lievi ferite, mentre uno avrebbe perso alcune dita di un piede, un altro avrebbe subito l'amputazione parziale delle gambe, il terzo un'emorragia interna.

Nelle scorse ore l'attacco è stato rivendicato dall'Isis con un comunicato: "Con il favore di Dio, l'esercito del Califfato ha preso di mira un veicolo 4x4 che trasportava membri della coalizione internazionale crociata e dell'antiterrorismo dei Peshmerga, nella zona di Qarajai, a nord della zona di Kafri, con l'esplosione di un ordigno. Questo ha causato la distruzione del veicolo e il ferimento di 4 crociati e di 4 apostati".

I militari erano a un centinaio di chilometri da Suleymania, nel nord dell'Iraq, di ritorno da una missione di addestramento, secondo le prime informazioni. Il convoglio era composto anche da mezzi blindati ma i cinque incursori italiani - due parà del 9/0 reggimento d'assalto Col Moschin dell'Esercito e tre del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina - procedevano a piedi.

Immediati i soccorsi e l'evacuazione a bordo degli elicotteri Usa della coalizione anti-Isis.

L'ambasciatore italiano a Baghdad, Bruno Antonio Pasquino, e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini hanno confermato che, pur essendo le loro condizioni serie, nessuno è in pericolo di vita. Si moltiplicano intanto i messaggi di solidarietà da parte delle istituzioni e di politici di tutti gli schieramenti. E in Sardegna, a Orroli, paese di origine del 46enne Paolo Piseddu, rimasto ferito all'addome e sottoposto a un intervento chirurgico, la comunità si stringe intorno alla famiglia del militare in segno di vicinanza e preghiera.

L'attentato è avvenuto a pochi giorni dall'anniversario della strage di Nassiriya, il 12 novembre 2003, in cui hanno perso la vita 19 italiani.

(Unioneonline/s.s.-F)

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