CRONACA - MONDO

il conflitto

Guerra in Siria, Di Maio: "Stop ai contratti per l'invio di armi in Turchia"

Il ministro degli Esteri in aula alla Camera: "Sul bando serve immediatezza, l'Italia non si volta dall'altra parte"

L'Italia ritiene che "non debba e non possa essere militare la risposta alla crisi siriana", ma si deve raggiungere "attraverso la diplomazia e il dialogo politico".

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in aula alla Camera in un'informativa urgente sul raid turco contro i curdi in Siria: "La Turchia - ha aggiunto - è il solo responsabile dell'escalation e deve sospendere immediatamente le operazioni militari".

Servono azioni immediate, ha scandito il capo della Farnesina, e siccome "la pianificazione di un embargo europeo avrebbe richiesto mesi", al Consiglio dei capi delle diplomazie Ue di ieri si è deciso di demandare ai singoli Stati lo stop alle forniture militari.

Perciò "ho dato disposizioni immediate per l'apertura di un'istruttoria inerente a tutti i contratti in essere - ha sottolineato - e in questo senso ribadisco la mia ferma intenzione di esercitare pienamente tutti i poteri che ci conferisce la legge".

"L'Italia non si volta dall'altra parte", ha concluso.

TRUMP MANDA PENCE - Intanto dagli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto in un colloquio telefonico al presidente turco Recep Tayyip Erdogan di fermare il raid, e dato indicazioni a Mike Pence di andare in Turchia per "mettere fine al bagno di sangue".

Lo ha annunciato lo stesso vicepresidente americano che, insieme al consigliere per la Sicurezza Nazionale, Robert O'Brien, guiderà la delegazione.

"Le sanzioni che sono state annunciate continueranno e peggioreranno a meno che e fino a quando la Turchia non adotti un cessate il fuoco immediato, fermi le violenze e accetti di negoziare un accordo a lungo termine per le questioni lungo il confine tra Turchia e Siria", ha detto ancora Pence.

(Unioneonline/D)

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