CRONACA - MONDO

Fallimento

Svizzera, scomparsi da una biobanca i cordoni ombelicali di 15mila famiglie italiane

Il sito di Cryo-Save Italia non esiste più da fine agosto: "Accumulati debiti per svariati milioni"
(foto da bioscience institute facebook)
(foto da Bioscience Institute Facebook)

"Quindicimila famiglie italiane hanno perso le tracce della sacca di sangue del cordone ombelicale del proprio figlio che avevano affidato a una banca di cellule staminali con laboratori in Svizzera e una controllata italiana".

Questo l'annuncio del Bioscience Institute, società sammarinese che offre il servizio di conservazione del sangue del cordone ombelicale, a proposito dell'azienda elvetica Cryo-Save, fallita ormai da alcuni mesi.

"La crioconservazione sarebbe dovuta durare 20 anni, ma la banca è fallita - prosegue la nota. - C'è un accordo di subappalto con delle strutture polacche, ma molte famiglie però non sono riuscite a rintracciare il sangue che avevano consegnato".

Una situazione paradossale che, secondo l'amministratore delegato di Bioscience Giuseppe Mucci, era prevedibile: "Accumulavano costi prospettici per svariati milioni di euro pur avendo riserve di bilancio inconsistenti. Queste società apparivano sane, ma se avessero dichiarato in bilancio i costi che avrebbero dovuto realmente sostenere nel corso degli anni successivi avrebbero potuto considerarsi tecnicamente da tempo".

A fine agosto la Cryo-Save Italia ha fatto sparire le sue tracce sul web.

(Unioneonline/M)

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Sul caso interviene l'Aogoi, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, con una nota, dove si legge: "La nostra associazione si è prontamente attivata per far luce sull'accaduto e così confermare l’impegno dei ginecologi affinché le pratiche di crioconservazione vengano gestite in maniera scrupolosa, etica e responsabile, a tutela della salute e nel rispetto delle famiglie coinvolte".

Ancora: "Con riguardo alla vicenda che comprensibilmente sta occupando le cronache di queste ore, AOGOI ha appreso che i campioni biologici originariamente affidati alla Cryo Save, sono stati trasferiti ad altra società, la FamiCord, la quale - visto quanto rappresentato ad AOGOI - dispone di un know-how in grado di rispettare gli standard, qualitativi e di sicurezza, approvati a livello nazionale e internazionale. Le modalità di trattamento dei campioni biologici descritte ad AOGOI direttamente da FamiCord, se correttamente implementate, rispondono al Gold standard scientifico. FamiCord si è peraltro presentata ad AOGOI con credenziali elevatissime, rappresentando numeri operativi che la pongono tra le più grandi banche di cellule staminali in Europa".

"Al di là di questi indubitabili requisiti qualitativi e di sicurezza - conclude la nota - la stessa FamiCord, avendo ricevuto i campioni biologici dalla Cryo Save in forza di un contratto, non può esprimere certezza sull'avvenuto trasferimento di tutti i campioni biologici originariamente detenuti dalla Cryo Save".

(Unioneonline/l.f.)

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