È un duro colpo per il regime iraniano l'uccisione, da parte di Israele, di Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, e del generale Gholam Reza Soleimani, capo della forza Basij, la milizia paramilitare di volontari che fa parte della Guardia rivoluzionaria islamica.

Larijani in particolare aveva preso in mano gran parte del potere dopo la morte di Ali Khamenei
Ieri in tarda serata Teheran ne ha confermato la morte, e non si è fatta attendere la rappresaglia: una bomba a grappolo ha ucciso due persone alla periferia di Tel Aviv, dove inoltre la stazione ferroviaria di Savidor è stata devastata dall’ultimo lancio di missili.

«Il sangue puro di Larijani e degli altri martiri sarà vendicato», ha affermato il generale Amir Hatami, capo dell’esercito iraniano. Gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv, ha aggiunto, sono stati lanciati proprio «per vendicare» Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri. 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che le conseguenze della guerra in Medio Oriente «colpiranno tutti» e ha accolto con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali. «L'ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza», ha scritto ieri sera Araghchi allegando al suo messaggio una copia della lettera di dimissioni dell'alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent che ha protestato contro la guerra. «Sempre più voci, tra cui funzionari europei e americani, definiscono ingiusta la guerra contro l'Iran. Anche altri membri della comunità internazionale dovrebbero fare lo stesso», ha aggiunto il ministro. 

Intanto il Comando centrale americano ha annunciato di aver colpito siti lungo la costa iraniana, in prossimità dello Stretto di Hormuz. «Poche ore fa, le forze Usa hanno lanciato diversi proiettili perforanti da 5.000 libbre contro postazioni missilistiche iraniane lungo la costa iraniana vicino allo Stretto di Hormuz», si legge in un post del comando nel quale si spiega che «i missili antinave iraniani presenti in queste postazioni rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto». 

E continuano gli attacchi in Libano: Israele ha colpito senza preavviso un quartiere centrale di Beirut, un attacco che secondo il ministero della Salute libanese ha ucciso sei persone ferendone 24.

Le notizie in diretta del 18 marzo

Ore 8.45 – Quattro forti esplosioni avvertite a Erbil

Almeno quattro forti esplosioni sono state udite a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. Gruppi armati filo-iraniani hanno condotto una serie di attacchi con droni contro personale militare e interessi statunitensi negli ultimi giorni. Mentre la difesa aerea intercettava i proiettili sopra Erbil, i giornalisti dell'Afp hanno visto una colonna di fumo levarsi dalla periferia della città, dove si trovano un consolato statunitense e truppe della coalizione internazionale anti-jihadista a guida statunitense di stanza all'aeroporto. 

Ore 8 – Aiea: Colpita centrale nucleare di Bushehr, nessun danno

L'Aiea è stata informata dall'Iran che martedì sera un attacco ha colpito i locali della centrale nucleare di Bushehr, in Iran. "Non sono stati segnalati danni all'impianto né feriti tra il personale. Il direttore generale Rafael Grossi ribadisce l'appello alla massima moderazione durante il conflitto per scongiurare il rischio di un incidente nucleare", scrive l'Aiea su X.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata