Prosegue il conflitto che infiamma il Medioriente (TUTTE LE NOTIZIE), con l’Iran che continua a colpire obiettivi Usa in tutta la regione in rappresaglia ai raid condotti da Usa e Israele.

Le esplosioni che martedì notte hanno squarciato il silenzio di Teheran hanno sferrato un colpo micidiale al regime della Repubblica islamica: Israele ha rivendicato di aver ucciso nei raid il capo della sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani, uomo chiave dell'establishment considerato dallo Stato ebraico il leader de facto del regime, in particolare nelle ultime due settimane di conflitto dopo la morte di Ali Khamenei.

L'Idf ha poi annunciato di aver "eliminato" Gholamreza Soleimani, comandante dell'unità Basij responsabile delle durissime repressioni delle proteste di piazza in Iran. Un doppio "successo" che decapita l'apparato di sicurezza dell'Iran. E fa piombare nel baratro la leadership del Paese mentre la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei resta in silenzio e la guerra non accenna a rallentare, senza alcuno spazio per la diplomazia. 

Le notizie in diretta di martedì 17 marzo 2026

Ore 22.10 – Il Consiglio di sicurezza iraniano conferma la morte di Larijani

«Ali Larijani è stato martirizzato». Lo conferma il Consiglio di Sicurezza iraniano dopo che Israele aveva rivendicato in mattinata l'uccisione dello stesso in attacchi mirati. «Dopo una vita dedicata all'elevazione dell'Iran e della Rivoluzione Islamica, ha finalmente realizzato il suo desiderio a lungo coltivato, ha risposto alla chiamata della verità e ha raggiunto con orgoglio il nobile traguardo del martirio sul fronte del servizio», si legge in una dichiarazione del Consiglio diffusa da Mehr.

Ore 21.30 – Cnn: «La nave Uss Tripoli con a bordo marines salpata da Singapore verso Medio Oriente»

Secondo i dati di tracciamento marittimo diffusi martedì, una nave da guerra della Marina statunitense, che si ritiene trasporti migliaia di marines e marinai verso il Medio Oriente, si sta avvicinando allo Stretto di Malacca, al largo di Singapore, mentre si dirige verso la regione. Lo riporta la Cnn spiegando che si ritiene che la nave trasporti truppe della 31ª Unità di Spedizione dei Marines (MEU) con base a Okinawa, una forza di intervento rapido composta da 2.200 uomini.

Ore 20.15 – I Pasdaran confermano la morte del capo dei Basij Soleimani

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno confermato la morte del generale Gholamreza Soleimani, capo dell'organizzazione paramilitare Basij, annunciata in precedenza dall'esercito israeliano. Le Guardie hanno dichiarato sul loro sito web ufficiale, Sepah News, che l'alto ufficiale "è stato martirizzato in un attacco terroristico da parte del nemico americano-sionista". Israele ha riferito di aver ucciso il comandante del gruppo responsabile del mantenimento dell'ordine in Iran in un attacco a Teheran, così come il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, la cui morte non è stata confermata. 

Ore 19.30 – Tajani: «Una guerra non ci conviene, l'Iran ha missili e droni a non finire»

"Entrare in guerra per noi è complicato. Perché poi fare la guerra? Credo che il nostro impegno non sia quello, ma sia quello di cercare di trovare stabilità in Medio Oriente, trovare un accordo. E anche dal punto di vista militare non so quanto sia giusto andare a infilarsi in una guerra. Perché? Perché gli iraniani hanno missili e droni a non finire. Abbattere un drone a volte costa tanto". L'ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando della crisi in Medio Oriente in un colloquio con Daniele Capezzone, a Roma. Quindi facendo un esempio di scuola ha aggiunto: "Se loro hanno, diciamo, 10.000 droni e le navi occidentali hanno 1.000 missili, una volta abbattuti 1000 droni, ne rimangano 9.000. Quindi non so quanto sia conveniente anche dal punto di vista militare". 

Ore 19.25 – Trump: «La guerra in Iran sarà finita nel giro di un paio di due settimane»

La guerra in Iran è "una piccola escursione" e sarà finita "nel giro di un paio di settimane". Lo ha detto Donald Trump ad un evento a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizio. "Non ci vorrà molto… Siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia", ha ribadito.

Ore 19 – Trump: «In Iran stiamo facendo bene, non deve avere l'arma nucleare»

«Stiamo facendo molto bene» contro l'Iran, «non potevamo permettere che avesse l'arma nucleare». Lo ha detto Donald Trump a Capitol Hill nel corso dei festeggiamenti per San Patrizio. 

Ore 18.10 – Tajani: «No alla guerra in Stretto di Hormuz, priorità a missioni difensive»

"Siamo sempre rimasti fuori da questo conflitto. Intervenire nello Stretto di Hormuz significherebbe, di fatto, entrare in guerra, con tutte le conseguenze che ne derivano. Come europei, abbiamo deciso invece di rinforzare le missioni militari difensive per la protezione del traffico mercantile: la missione Atalanta (contro la pirateria a Oriente), la missione Aspides e la missione Agenor". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Palazzo Wedekind per un convegno organizzato dal Tempo. "Continueremo a difendere questi presidi, così come continueremo a proteggere Cipro, dove stiamo operando insieme ad altri Paesi dell'Unione Europea poiché l'identità stessa dell'Unione sull'isola è stata messa sotto pressione dalla Turchia. ​Entrare in guerra sarebbe complicato e, onestamente, privo di uno scopo strategico chiaro. Il nostro impegno deve essere rivolto alla stabilità del Medio Oriente e alla ricerca di un accordo. Inserirsi militarmente nello Stretto di Hormuz presenta rischi enormi, specialmente per la sproporzione tecnologica ed economica", conclude.

Ore 17.30 – Trump: «Soldati Usa in Iran? Non temo un altro Vietnam»

"Non ho paura di un altro Vietnam". Lo ha detto Donal Trump alla Casa Bianca rispondendo ad una domanda sull'eventualità che le truppe americane siano dispiegate in Iran. 

Ore 17.20 – Trump: «Da Nato stupido errore, non ci serve aiuto»

“Tutti gli alleati Nato erano d'accordo” alla guerra contro l'Iran, ma ora “non ci serve nessun aiuto” da parte della Nato che “sta facendo uno stupido errore”.

Ore 17.10 – Trump: «Hormuz? Solo i Paesi arabi ci supportano»

Donald Trump ha sottolineato che gli unici Paesi che gli hanno espresso supporto per la coalizione che garantisca la sicurezza dello Stretto sono i paesi della regione: Qatar, Bahrein, Arabia Saudita e Emirati arabi uniti. Oltre ad Israele.

Ore 17.05 – Trump: «Il capo dell'antiterrorismo era un debole, felice sia fuori»

"Sono felice che sia fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia". Lo ha detto Donald Trump commentando le dimissioni di Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano. "Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza", ha aggiunto.

Ore 17 – Casa Bianca: «Da capo antiterrorismo falsità, Iran voleva attaccare Usa»

La Casa Bianca critica Joe Kent, il capo del centro antiterrorismo che si è dimesso perché contrario alla guerra in Iran. "Ci sono molte false affermazioni" nella lettera di Kent, afferma la portavoce Karoline Leavitt. "Lasciatemi parlare di una in particolare, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono", ha spiegato sottolineando che "come il presidente ha chiaramente detto, c'erano prove forti che l'Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti". 

Ore 16.45 – Kallas: «La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz»

"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.

Ore 16.10 – Crosetto: «No su Hormuz perché poteva sembrare un’entrata in guerra, serve l’Onu»

"La missione Aspides si occupa del Mar Rosso e quella può essere rinforzata per assicurare la tranquillità nel passaggio del Mar Rosso. L'altro tema è Hormuz, sul quale non è che i paesi hanno detto no a mettere in sicurezza lo Stretto. Hanno detto no a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale". Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a 'Diario del Giorno', su Rete4. "Ciò che auspicano tutti i paesi è una missione multilaterale internazionale, che in qualche modo possa garantire la sicurezza a Hormuz - aggiunge -. Bisognerebbe che ci fosse una Onu, che magari le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa e poi a quel punto probabilmente tutte le nazioni, non soltanto quelle europee, non soltanto quelle della Nato, anche quelle asiatiche, in primis l'India, penso, parteciperebbero". 

Ore 15.45 – Macron: «Niente operazioni a Hormuz nell'attuale contesto»

«Nell'attuale contesto la Francia non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto di Hormuz»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron.

Ore 15.20 - Trump: «Stiamo stravincendo, non ci vorrà molto»

"Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripetuto, al Corriere della Sera, quanto ribadito più volte in questi giorni. "Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere e non ci vorrà molto tempo", ha aggiunto, indicando che la fine della guerra è vicina.

Ore 15 – Netanyahu: «Morte Larijani offre agli iraniani l'opportunità di rovesciare il regime»

''Abbiamo eliminato Ali Larijani, il boss dei Guardiani della Rivoluzione, il gruppo di gangster che de facto governa l'Iran e insieme a lui anche il capo della Forza Basij che diffonde il terrore tra la popolazione iraniana''. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo. Non accadrà tutto in una volta, non sarà facile. Ma se persevereremo, daremo loro la possibilità di prendere in mano il proprio destino". 

Ore 14.50 – Il capo del centro per l'antiterrorismo Usa si dimette per la guerra in Iran

Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X. 

In una lettera indirizzata a Donald Trump, Kent ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" del presidente. Sostenitore di Trump da anni, Kent è un veterano della guerra in Iraq e, nella missiva, ha spiegato come a suo avviso le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. Kent ha quindi fatto riferimento alla sua defunta moglie Shannon, crittografa militare morta in Siria. "Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha messo in evidenza. Con l'uscita di Kent, la direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard perde un consigliere importante, uno che finora ha premuto per un approccio più moderato nella politica estera.

Ore 13.30 – Nuovi raid di Israele vicino all'aeroporto di Beirut

Secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, l'esercito israeliano ha effettuato un raid aereo su una strada vicino all'aeroporto di Beirut. "Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un raid, il terzo di oggi nella periferia meridionale, prendendo di mira la vecchia strada dell'aeroporto vicino allo stadio Ansar nella zona di Burj al-Barajneh", a breve distanza dall'aeroporto internazionale di Beirut, si legge nel rapporto. L'agenzia cita il capo dell'Autorità per l'Aviazione Civile libanese, Mohammad Aziz, il quale afferma che le operazioni aeroportuali continuano normalmente e la principale via di accesso non è stata interessata dal raid.

Ore 13.10 – Nuovo allarme a Tel Aviv per il lancio di missili dall'Iran

Nuovo allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran. 

Ore 12.44 – Iran: «Mojtaba Khamenei non si trova in Russia»

L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito le notizie secondo cui il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei si troverebbe in Russia per cure mediche. «I leader iraniani non hanno bisogno di fuggire e nascondersi nei rifugi», ha dichiarato Jalali, citato dalla Tass.

Ore 12.12 – Nuovi raid Idf a Beirut

Altri tre raid aerei israeliani sono stati condotti nella periferia sud di Beirut. Lo riferiscono le fonti sul posto e l'agenzia governativa Nna.

Ore 11.45 – Sirene d’allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele

Allarmi si sono attivati a Tel Aviv e nel centro di Israele per un nuovo lancio di missili attribuito all'Iran. 

Ore 11.20 – Hormuz, Kallas: «Serve soluzione diplomatica»

«Nessuno è disposto a mettere a rischio la propria popolazione nello Stretto di Hormuz. Dobbiamo invece trovare soluzioni diplomatiche per mantenerlo aperto, in modo da evitare crisi alimentari, crisi dei fertilizzanti e crisi energetica», lo ha affermato l’Alto rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas a proposito del pressing del presidente Usa Donald Trump per una coalizione per la liberazione dello Stretto di Hormuz.

Ore 11 – Pubblicato sui social un messaggio di Larijani

I profili di X e Telegram di Ali Larijani, segretario del consiglio di sicurezza dell'Iran che Israele sostiene di aver ucciso, hanno pubblicato una nota scritta a lui attribuita, riguardante la cerimonia funebre per i soldati della Marina iraniana morti dall’inizio del conflitto con Usa e Idf. «Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate», si legge nel testo.

Ore 10.40 – Israele: «Ucciso Ali Larijani»

Il media israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran. Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica. È inoltre ritenuto ampiamente responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.

Ore 10.05 – «Hormuz chiuso per tagliare rifornimenti agli Usa»

L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha affermato che lo stato di guerra in vigore nello Stretto di Hormuz serve a impedire agli Stati Uniti di rifornire le proprie basi. «Le rotte logistiche e di rifornimento verso queste basi passano attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran controlla il transito delle navi attraverso questo stretto. Lì è in vigore la legge marziale e l'Iran sta adottando misure per limitare la logistica del nemico per la propria sicurezza», ha

osservato il diplomatico iraniano.

Ore 9.53 – Idf: «Ucciso Gholamreza Soleimani»

«L'aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come  comandante dell'unità Basij, le forze che fanno parte dell'apparato armato del regime iraniano». Lo comunica l'Idf aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.

Ore 9 – Oman, colpita una petroliera

Secondo l'agenzia marittima britannica UKMTO, una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" mentre era all'ancora nel Golfo dell'Oman, vicino all'imboccatura dello Stretto di Hormuz.

L'imbarcazione, che non è stato specificato essere una petroliera per metano o per petrolio, ha riportato solo danni "lievi" e non ci sono state vittime, ha aggiunto l'agenzia.</p>

Ore 8 – Droni su zona petrolifera negli Emirati Arabi

La zona industriale petrolifera di Fujairah, sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita da un altro attacco di droni che ha provocato un incendio, ma non sono stati segnalati feriti, secondo le autorità locali.

Ore 7.20 – Esplosioni a Dubai

Tre esplosioni a Dubai dopo un allarme missilistico nelle prime

ore di martedì. Le esplosioni sono seguite a un avviso sui telefoni cellulari rivolto ai residenti, che li invitava a "cercare immediatamente un luogo sicuro" a causa di "potenziali minacce missilistiche".

Ore 6.45 – Israele bombarda Teheran e Beirut

L'Idf israeliana ha lanciato un'ampia ondata di attacchi contro

obiettivi terroristici a Teheran e simultaneamente a Beirut contro infrastrutture di Hezbollah.

(Unioneonline)

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