CRONACA - MONDO

Iran

È morta Sahar, la tifosa che si era data fuoco per protestare contro gli stadi vietati alle donne

Nel mese di marzo era stata arrestata mentre cercava di assistere a un match di calcio maschile.
lo stadio azadi di teheran (foto wikipedia)
Lo stadio Azadi di Teheran (foto Wikipedia)

È morta la tifosa di calcio iraniana Sahar Khodayari, che si era data fuoco nei giorni scorsi davanti a un tribunale di Teheran per protestare contro il divieto per le donne di entrare negli stadi imposto dalla legge del Paese.

La 29enne era ricoverata in un'ospedale della capitale iraniana a seguito delle ustioni riportate. (ANSA).

Estimatrice dello Esteghlal, la squadra guidata dall'ex allenatore dell'Inter Andrea Stramaccioni, la giovane era stata arrestata a marzo, mentre cercava di entrare allo stadio Azadi per assistere a un match di

calcio maschile.

Una volta rilasciata, era tornata in procura lo scorso primo settembre per riprendere il suo telefono cellulare e in quell'occasione le era stato detto che il caso non era ancora risolto e che poteva tornare in prigione.

Di qui la decisione di cospargersi di benzina e di darsi fuoco, un gesto che le aveva provocato ustioni di terzo grado ''sul 90 per cento del corpo'', secondo quanto riportato da fonti ospedaliere.

Dopo la tragedia, il capitano della nazionale di calcio iraniana, Masoud Shojaei, ha scritto su Instagram di essere ''scioccato per le limitazioni retrograde imposte alle donne, le generazioni future saranno attonite nello scoprire che alle donne era vietato entrare negli stadi''.

(Unioneonline/F)

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