CRONACA - MONDO

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"Brucia, Nostra Signora": ma la cattedrale francese non morirà

"La guardi, ghermita da un gigantesco drago con la sua lingua di fuoco, questa fantasia del gotico"
quel che resta dell altare della cattedrale travolto dalle macerie (ansa)
Quel che resta dell'altare della cattedrale, travolto dalle macerie (Ansa)

Brucia, Nostra Signora. La guardi svaporare in quella nuvola bianca, avvolta in un guizzante serpente di gotico fiammeggiante. Il fuoco. Notre Dame.

Brucia, Nostra Signora. Ha visto guerre, invasioni, rivoluzioni, decapitazioni, incoronazioni. Fu trasfigurata in tempio della Ragione, la Vergine sostituita dalla statua di un'attrice, le statue dei 28 re di Giudea sulla facciata decapitate. Qui s'è fatta e disfatta la storia d'Europa. Napoleone incoronato, la fine della Seconda guerra mondiale, l'ultimo saluto al Generale (in Francia, solo uno è il Generale).

E oggi, nel terzo millennio, il rogo. La Grande Lezione. L'uomo che ha dimenticato la fede, una civiltà che accantona il metafisico e il religioso per gettarsi tra le braccia del materiale, dell'umano troppo umano che declina in subumano, ora scopre la presenza della cattedrale, le sue navate emettono segnali, attraversano i secoli e giungono fino a noi.

Brucia, Nostra Signora. Il fuoco divora la guglia, la spezza, una sequenza che obbedisce improvvisamente alle leggi dell'universo, la gravità, il mutamento delle molecole, l'entropia. Il mistero dell'inizio e della fine di tutto. Un viaggio velocissimo e lentissimo, un flash ingiallito e un bagliore nuovo, il tempo e lo spazio che sembrano sospesi, come il fiato e lo sguardo. Il soffio che sembra svanire per sempre. L'irreparabile. La Grande Distrazione. No, non è finita. Non finisce mai, Notre Dame.

La guardi, ghermita da un gigantesco drago con la sua lingua di fuoco, questa fantasia del gotico.

La osservi e come un lampo vedi tra le vetrate passare una luce tagliente, è la spada di un moschettiere. C'è Alexandre Dumas tutto intabarrato che si agita nella navata centrale, emerge dal fumo, fuligginoso come la scopa di uno spazzacamino sui tetti di Parigi, si scrolla di dosso la cenere, come una svolazzante mosca. Eccolo, avvolto in un mantello, con Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan. "Siamo pronti a incrociare la spada con il fuoco, per la Francia!".

Ieri, oggi, domani. Sono sempre le élite a guidare e riscattare l'anima della Francia. Spento l'incendio, s'accende la ricostruzione. Le fiamme di Notre Dame sono domate, il rogo definitivamente spento. La cattedrale è salva, la sua struttura in piedi, sarà ricostruita, non c'è alcun problema di fondi disponibili, la Francia si sta mostrando quel che è, una grande nazione.

Lezione per i sovranisti immaginari: la ricostruzione di Notre Dame la finanziano le élite francesi, quell'establishment che esiste e guida il paese, ne esprime la classe dirigente fin dalla scuola e la ricerca. La famiglia Arnault e il gruppo Lvmh da soli hanno messo a disposizione della ricostruzione 200 milioni di euro.

Senso della nazione, mecenatismo, identità storica e culturale sono patrimonio delle aziende francesi che lavorano sul mercato globale. L'altra grande impresa del lusso, la Kering guidata da François-Henri Pinault, ha pronto un assegno da 100 milioni di euro. Il gruppo energetico Total ha in pronta cassa altri 100 milioni. Questa è una nazione che non ha bisogno di sovranismi immaginari, perché è innervata di storia, tradizione. La cattedrale di Parigi splenderà di nuovo.

Brucia, Nostra Signora. Furono un impero, avevano un Re Sole, presero la Bastiglia, tagliarono teste coronate e con il Terrore decapitarono anche i capi della rivoluzione. Robespierre fece ghigliottinare Danton. La Rivoluzione finì per divorare anche lui, il capo che s'illudeva di essere senza macchia e senza peccato, Robespierre. La storia consegnò loro il più grande degli artiglieri, il generale d'Ajaccio, Napoleone Bonaparte. Solcarono i mari, marciarono in ogni angolo del globo, persero le guerre e l'impero, stavano per soccombere sotto lo stivale di Hitler, furono salvati da un un francese e un inglese, due leoni della libertà, Charles de Gaulle e Winston Churchill.

Brucia, Nostra Signora. Notre Dame tra le fiamme lunedì sera ci ha restituito l'immagine della nostra fragile esistenza, abbandonato il divino, quando l'abbiamo vista bruciare siamo stati colti dallo sgomento. La trascendenza era negli sguardi della folla di Parigi che osservava il monumento mentre il fuoco lo divorava. Non era in pericolo Notre Dame, ma l'essenza dell'uomo europeo, la sua cultura che non è un artificio, ma il sedimento di secoli di storia. L'incendio è un nuovo inizio.

Brucia, Nostra Signora. Suo figlio, l'immenso Victor Hugo che fu il suo cantore e salvatore, disse: "Cos'è un bacio? Un lambire di fiamma". Victor Hugo, cuore, polmoni, anima e ragione della Francia, navigò nel futuro, l'ieri che diventa oggi: "Il clamore era straziante. Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c'era una grande fiamma che montava tra i due campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo. Notre Dame de Paris, 1831. Un libro in anticipo, la letteratura viaggia nel tempo, come Notre Dame.

Brucia, Nostra Signora. Ha attraversato i secoli, con le sue due torri, sublimi pezzi che s'arroccano sulla scacchiera. Fu Europa prima che Francia, Notre Dame. Fu tempio pagano, cosmo, creato, luce stellare, il culto di Giove. Per far spazio a questa divina bellezza non si esitò un solo istante ad abbattere altre due chiese. Tutto si fa e si disfa, per la grandezza di Nostra Signora. Distruzione. Creazione. Cesare e Dio, qui a Notre Dame. E ora il fuoco. La pira di tutti i peccati. La colpa e lo spavento. In questi tempi di illusionismo, ecco a voi il falò della vostra impotenza, umani dediti al culto del narcisismo. Specchiatevi in queste fiamme. Nell'era del dio virtuale, signore signori, ecco a voi lo spettacolo primordiale, l'incendio. Il fuoco che si sposa con l'aria, la terra e l'acqua. Piccoli esseri proni al pixel, guardate questo inarrestabile elemento! Un pezzo della Vera Croce di Gesù, la Corona di spine, tutta la passione di Cristo è là dentro.

Brucia, Nostra Signora. Qui c'è la grazia e qui c'è il peccato. Qui c'è Dio e qui c'è il Diavolo. Qui c'è Cristo e qui c'è l'Anti Cristo, qui c'è l'uomo e qui c'è la Bestia.

C'è Satana, a Notre Dame. Compare ovunque in statue, simboli, allegorie, formule, esoterismi, cancelli che si spalancano sull'eterna lotta tra il Bene e il Male. Cigolano le serrature del diavolo, la statua di Strige guarda la Ville Lumière con un senso d'arroventata noia. Niente impressiona questa satanica creatura appollaiata come un rapace. Il fuoco? Notre Dame ha resistito alla furia di Saint Simon che voleva comprarla per abbatterla, si spegnerà anche l'ardore dell'incendio. Ecco a voi Parigi in ginocchio, Parigi che prega, Parigi con gli occhi lucidi come pozzanghere, Parigi sospesa prima del tuono, Parigi con tutte le campane che suonano a lutto, Parigi che arde, Parigi che incenerisce. Parigi che rinasce.

Che cosa è l'Europa? Chi siamo noi? Guardate queste facce, questi occhi, queste labbra, queste mani giunte, queste donne, questi uomini, questi padri, queste madri, questi figli, questo potente e disarmante esercito in ginocchio davanti a Dio. Siamo noi, il cuore dell'Europa, la sua storia che riemerge, palpita, vive. Un'isola nell'oceano della storia, l'umanità tutta ora, in questo immortale istante, è salva sulla fiammeggiante zattera che naviga sulla Senna.

Rinasce, Notre Dame.

Mario Sechi - direttore di List

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