Israele stringe sul Libano, avanza l'operazione di terra nel sud
Quasi un milione gli sfollati, avviata l’avanzata per stanare i miliziani di HezbollahPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non si ferma la nuova fase dell'operazione dell'esercito israeliano nel sud del Libano, avviata già nella giornata di sabato quando le truppe sono avanzate da 7 a 9 chilometri nella cosiddetta “area di sicurezza”, la zona cuscinetto al confine tra i due Paesi.
In un briefing di primo mattino l'Idf ha descritto le nuove attività militari come "limitate e mirate". Ma il ministro della Difesa Israel Katz è intervenuto successivamente dichiarando che si tratta di una manovra più ampia, mirata a interrompere il fuoco di Hezbollah, "rimuovere le minacce e proteggere i residenti della Galilea e del nord di Israele". Aggiungendo che "centinaia di migliaia di residenti sciiti del sud del Libano evacuati non torneranno a sud del fiume Litani fino a che non sarà raggiunto l'obiettivo".
Katz ha affermato che "il leader di Hezbollah Naim Qassem si sta nascondendo sottoterra mentre le sue azioni hanno trasformato oltre un milione di libanesi in 'rifugiati nel proprio Paese". Minacciando che se il capo del gruppo terroristico sente la mancanza del suo predecessore Hassan Nasrallah e della defunta guida suprema Ali Khamenei, "presto potrà incontrarli nelle profondità dell'inferno".
Il ministero della Difesa israeliano intanto si sta preparando a costruire altri 13 avamposti militari in territorio libanese, oltre ai 5 rimasti dopo la tregua del novembre 2024. L'obiettivo è quello di respingere le minacce dei missili anticarro e prevenire le incursioni di terra della forza d'élite Radwan di Hezbollah contro le comunità israeliane del confine. Dove dal 2 marzo si abbatte una pioggia di fuoco costante anche in zone storicamente cristiane. Le comunità della Galilea vengono colpite notte e giorno da missili e razzi di Hezbollah, oltre che dai vettori iraniani che portano testate esplosive di diverse centinaia di chili. La stessa tipologia di missili balistici è stata lanciata nel pomeriggio su Gerusalemme, dove enormi detriti incandescenti sono caduti nella Città Santa sul complesso del Santo Sepolcro, sulla Spianata delle Moschee, vicino al Patriarcato greco, nei pressi della Knesset e dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. Le foto di un gigantesco frammento conficcato nel tetto di un'abitazione a Gerusalemme Est è diventata virale sui social.
Negli ultimi giorni, sono emerse diverse indiscrezioni sugli sforzi francesi e statunitensi per arrivare a colloqui diretti tra Israele e il governo libanese. Ufficialmente i piani vengono smentiti, ma da più parti alti funzionari riferiscono che dietro le quinte c'è un insistente lavoro diplomatico, con incontri che dovrebbero iniziare nei prossimi giorni.
Un alto ufficiale del comando nord dell'Idf ha stimato che gli scontri in Libano potrebbero continuare fino alla festività ebraica di Shavuot, cioè alla fine di maggio.
(Unioneonline)
