Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran, probabilmente è omosessuale. E suo padre, l’ayatollah Ali Khamenei, per questo motivo aveva dubbi sulla sua idoneità a guidare la Repubblica Islamica.

Lo rivela il Washington Post, svelando che quando l’informazione dell’intelligence statunitense è arrivata al tavolo di Donald Trump, il presidente Usa non è riuscito a contenersi e ha “riso di gusto". Il Wp cita due fonti dell’intelligence e una terza persona vicina alla Casa Bianca.

L’informazione, si spiega, è considerata credibile dagli “spioni” statunitensi. Pare che Mojtaba Khamenei avesse una relazione di lunga data con il suo tutore d’infanzia

Gli 007 Usa non sono in possesso di prove fotografiche, ma insistono sulla credibilità delle informazioni, che arriva «da una delle fonti più protette» del governo iraniano.

Gli Usa ritengono che l’erede di Ali Khamenei sia rimasto gravemente ferito nel raid che lo scorso 28 febbraio ha portato alla morte dell’ayatollah e di altri memrbi della sua famiglia. Quando è stato scelto come Guida Suprema Trump ha reagito in maniera sprezzante: «Scelta inaccettabile per guidare l’Iran, voglio dire la mia sul prossimo leader», «figura di poco conto», «neanche il padre lo voleva».

Mojtaba Khamenei ha una moglie e tre figli (la donna e uno dei figli sono stati uccisi nell'attacco del 28 febbraio). Già in passato la sua vita sessuale era finita sotto i riflettori: nel 2008 WikiLeaks pubblicò un documento riservato degli Usa secondo cui è stato sottoposto più volte a cure nel Regno Unito per l’impotenza.

 Nel documento del Dipartimento di Stato si legge che Khamenei si sposò tardi, intorno ai 30 anni, «a causa di un problema di impotenza trattato e infine risolto durante tre lunghi soggiorni nel Regno Unito».

In Iran l’omosessualità è illegale ed è punibile con la pena capitale: diversi gli omosessuali impiccati. Ed è questo il motivo per cui le fonti del Washington Post hanno voluto rendere nota l’indiscrezione: «Non va bene rivelare l’omosessualità di qualcuno contro la sua volontà, ma qui siamo di fronte a un chiaro caso di ipocrisia».

(Unioneonline)

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