CRONACA - ITALIA

Il provvedimento

Il Dpcm chiude palestre e piscine: lo sport in rivolta

Il presidente della Federazione nuoto: "3 miliardi o sarà protesta". Le rassicurazioni di Conte
una palestra (foto ansa)
Una palestra (foto Ansa)

La scure dell'emergenza Covid-19 si abbatte su palestre e piscine.È l'effetto della chiusura contenuta nel nuovo Dpcm restrittivo firmato dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

Il moltiplicarsi dei contagi ha spinto il Governo a prendere la drastica decisione, e chi si era già esposto per garantire, negli scorsi mesi, la massima sicurezza nei propri impianti, vede ora avvicinarsi lo spettro del tracollo economico e della chiusura definitiva, con forti ricadute anche sull'occupazione.

"Servono 3 miliardi subito sul tavolo per non chiudere, o sarà protesta sul territorio", dice Paolo Barelli, presidente della Federazione italiana nuoto e deputato di Forza Italia. Poi, la chiamata di Conte, come raccontato dallo stesso Barelli: "Si è detto dispiaciuto e ha promesso che il governo provvederà nell'immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto".

"Il governo sottovaluta la rete dello sport di base: se non ci sarà un ristoro immediato di tre miliardi, da mettere sul piatto domattina, è prevedibile un'inesorabile protesta sui territori", aveva affermato ieri in mattinata Barelli, senatore di Fi. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ricorda di essersi battuto per evitare le chiusure, anche con protocolli più rigidi, ma poi la forza dei numeri e la prospettiva di "un tracollo del sistema sanitario" ha costretto il governo a scelte difficili.

"Il governo sottovaluta la rete dalla società che gestiscono impianti sportivi e garantiscono l'attività motoria dei cittadini - afferma Barelli -. La chiusura è ingiusta: perché questa scelta dopo 200 controlli dei Nas? Perché ristoranti e bar chiudono alle 18 e le piscine sono chiuse tutto il giorno? Perché si penalizza l'unico settore che ha investito sulla sicurezza?".

Spadafora ha annunciato come già nella giornata odierna "sarà approvato il dl per sostenere con misure straordinarie tutto questo mondo, che rischia di non riaprire più: 800 euro indennità per novembre, 50 milioni a fondo perduto per Asd e Sss da erogare entro novembre, fondo perduto automatico per le società dilettantistiche con codici Ateco che ne avevano già usufruito".

A sollecitare interventi immediati è il "Comitato 4.0", costituito da Lega Pro, Lega basket Serie A, Lega volley maschile e femminile, Lega nazionale pallacanestro, Lega basket femminile, Fidal Runcard: "Lo sport è un settore produttivo a tutti gli effetti e, come tale, necessita di interventi di ristoro: il governo ci dica cosa intende fare per garantire un dignitoso futuro alle attività penalizzate dal dpcm", sottolinea, chiedendo misure di liquidità agevolata, il rinvio delle scadenze fiscali e aiuti a fondo perduto.

Il presidente di Federbasket, ex presidente del Coni, Gianni Petrucci, esprime grande perplessità per la situazione e auspica che i ristoro promesso alle aziende penalizzate dal Dpcm, valga anche per lo sport "settore capace di generare direttamente l'1,7-1,8% del Pil e indirettamente il 3,7-3,8%".

Petrucci propone anche di accantonare la legge sullo sport, questione che "distrae", e suggerisce che a interloquire col governo sia il Coni "che deve tornare centrale".

(Unioneonline/v.l.)

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