CRONACA - ITALIA

Il giornalista

Massimo Giannini, il racconto choc: "Ho visto stanze strapiene di malati sofferenti"

"Gridavano, piangevano dal dolore. Il virus c'è, contagia e sta ricominciando a mietere vittime"
massimo giannini (ansa)
Massimo Giannini (Ansa)

"Quelle 12 ore passate in pronto soccorso Covid al policlinico Gemelli mi hanno segnato. Ne abbiamo sentite tante in questi mesi, ma un conto è vederle in tv e un conto è viverle di persona".

Si apre così il racconto choc di Massimo Giannini, direttore de la Stampa, intervistato a Rai Radio1.

Giannini ha annunciato nei giorni scorsi in un tweet di essere risultato positivo al Coronoavirus. Per lui, dopo un breve ricovero al Gemelli per una verifica delle condizioni di salute, ora la degenza a casa. Ma con la testa ancora a quanto visto e sentito.

"Io non ero in una terapia intensiva. Ero in un reparto normale Covid - ha spiegato - E ho visto stanze strapiene di malati, tutti sofferenti, gridavano, piangevano dal dolore. Il virus c'è, contagia e sta ricominciando a mietere vittime. La situazione è critica, quindi stiamo attenti, non diffondiamo messaggi sbagliati".

"Non ho mai avuto febbre - aveva ricordato Giannini in collegamento ieri sera con Lilli Gruber a "Otto e mezzo" - ma sento grande spossatezza e una sensazione di oppressione al torace".

"Nell'ultimo periodo ho girato tanto, forse troppo, per eventi pubblici del giornale, anche se l'ho fatto prendendo tutte le precauzioni. Alla luce di quello che ho visto in ospedale, voglio dire che dobbiamo stare tutti più attenti. Serve più attenzione e più rigore. Se oggi viviamo con insofferenza le restrizioni del governo, penso che dobbiamo metterci una mano sulla coscienza e non dimenticare quello che abbiamo vissuto a marzo e aprile scorso, perché anche se adesso non siamo in quella situazione, possiamo tornarci rapidamente se non facciamo attenzione".

(Unioneonline/v.l.)

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