CRONACA - ITALIA

40 anni

Strage di Bologna, i familiari delle vittime: "Terroristi liberi e trattati da star"

Il viceministro Crimi: "Scuse da parte dello Stato"
(archivio l unione sarda)
(archivio L'Unione Sarda)

"E' sconvolgente il trattamento di favore di alcuni responsabili, ricompensati lautamente per il loro silenzio" sulla strage di Bologna.

Lo ha detto Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato del 2 agosto 1980, durante le commemorazioni per i quarant'anni della tragedia in cui morirono 85 persone: il riferimento è agli ex terroristi dei Nar Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti, condannati in via definitiva come esecutori. I due hanno già scontato la loro pena.

"Non hanno mai collaborato, oggi sono pienamente liberi e spesso trattati come star", ha aggiunto, "i risultati della maxi-indagine sui mandanti confermano che quel vile attentato fu una bomba nera, pensata dai vertici della P2, eseguita dalla manovalanza fascista dei Nar, protetti da uomini della P2, inseriti nei punti nevralcici dei Servizi segreti".

"Si voleva colpire Bologna la rossa. Ma nel loro progetto criminale di potere, esecutori e burattinai fecero un solo errore. Non tenere conto della reazione dei cittadini di Bologna", ha detto ancora Bolognesi.

"Sono passati quarant'anni e finalmente il nostro desiderio di avere verità comincia a realizzarsi possibile, grazie al lavoro della Procura generale di Bologna che, hanno seguito il denaro di Licio Gelli e analizzato la mole digitalizzata di atti che gli abbiamo forniti", ha concluso.

Alla commemorazione hanno preso parte il viceministro dell'Interno Vito Crimi e la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

"Le scuse" da parte dello Stato "sono le uniche parole che hanno una parvenza di decenza, dopo quarant'anni di dolori immutabili vissuti dai familiari si può solo chiedere scusa", ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle.

"È tempo di aprire i fascicoli. È tempo di toglierli dai cassetti. Bologna non è più soltanto un caso giudiziario: è diventata un argomento storico. E la storia non si scrive con i segreti di Stato, con i silenzi o con gli 'omissis'. La storia si scrive con l'inchiostro indelebile della verità", ha affermato Casellati.

IL MESSAGGIO DI MATTARELLA - "In occasione del quarantesimo anniversario della strage della stazione, che provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti, desidero - a distanza di pochi giorni dalla mia visita a Bologna e dall'incontro nel luogo dell'attentato - riaffermare la vicinanza, la solidarietà e la partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e alla città di Bologna, così gravemente colpiti dall'efferato e criminale gesto terroristico. Riaffermando, al contempo, il dovere della memoria, l'esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia", afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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