CRONACA - ITALIA

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"La mafia ha ucciso il fratello sbagliato", insulti a Mattarella nelle piazze di Salvini e Pappalardo

Insulti (e anche frasi vergognose) nei confronti del Capo dello Stato nelle due manifestazioni che si sono tenute oggi a Roma
la manifestazione del centrodestra a roma (ansa)
La manifestazione del centrodestra a Roma (Ansa)

Mentre Mattarella, dopo il messaggio di unità lanciato nel discorso di ieri, era a Codogno per rendere omaggio al paese simbolo dell'epidemia in Italia e alla Regione più colpita, nelle piazze romane volavano gli insulti nei suoi confronti.

Sia in quella dei gilet arancioni capeggiati dall'ex generale Antonio Pappalardo che in quella del centrodestra.

In particolare, al corteo a Roma del centrodestra, si sente distintamente un insulto vergognoso rivolto al Capo dello Stato. Un militante che reggeva la lunga bandiera tra via del Corso e Piazza del Popolo si è fatto scappare la seguente frase, registrata per caso da una giornalista di Globalist che l'ha pubblicata sul suo sito: "La mafia ha sbagliato fratello", si sente dire, chiaro riferimento all'omicidio di Piersanti Mattarella. L'attivista non si ferma qui, ripete e chiarisce: "La mafia sbagliò fratello, invece de ammazza' Piersanti...".

E con gli insulti al Capo dello Stato è iniziata anche la manifestazione dei gilet arancioni in Piazza del Popolo.

"Piu' che arancioni dovrebbero essere rossi di vergogna per una manifestazione piena di insulti e rancore, senza senso con gravi offese al presidente della Repubblica Sergio Mattarella", ha scritto sulla sua Pagina Facebook il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori.

"Le parole agghiaccianti pronunciate durante il corteo di centrodestra fanno il paio con gli insulti del pomeriggio. Salvini, Pappalardo e Meloni hanno dato spazio all'Italia peggiore", ha dichiarato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.

Anche Di Maio si è espresso, in particolare sulla frase del "fratello sbagliato". "Lo trovo gravissimo, bisogna abbassare i toni e la politica per prima deve dare il buon esempio". E il presidente della Camera Roberto Fico ha parlato di "insulti di una brutalità inaccettabile".

Giorgia Meloni, dal canto suo, ha condannato i "vergognosi insulti" al Presidente della Repubblica. In seguito si sono dissociati anche Antonio Tajani e Matteo Salvini.

(Unioneonline/L)

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