CRONACA - ITALIA

L'epidemia

Lo studio: "I bimbi non sono untori e le scuole chiuse salvano poche vite"

Molte evidenze anche dalle cronache, come il caso dei 9 piccoli positivi che hanno avuto quasi 900 contatti portando a solo 2 infettati
immagine simbolo (foto ansa epa)
Immagine simbolo (foto Ansa/Epa)

"I bambini rappresentano una percentuale molto bassa dei casi documentati di Covid-19" e "questa è una certezza".

Ma qual è il loro ruolo nella trasmissione di Sars-CoV-2? Scarso. Non solo secondo i dati raccolti finora "raramente il contagio parte dai bambini", sia nei confronti dei coetanei che degli adulti. Ma quel che è più importante, per i possibili effetti sulle decisioni politiche future, è che "sembra improbabile che l'apertura delle scuole e degli asili possa portare a un incremento significativo della mortalità". Di più: "La chiusura delle scuole da sola" sarebbe "in grado di impedire al massimo il 2-4% dei decessi, molto meno di altri interventi di distanziamento sociale".

Sono solo alcune delle conclusioni degli studi scientifici sul tema passati in rassegna da Sara Gandini, direttore di ricerca alla Semm (School of Molecular Medicine) e all'Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano.

Tra i lavori esaminati dalla scienziata c'è, per esempio, una revisione sistematica della letteratura disponibile sull'argomento bimbi e Covid, pubblicata recentemente da Jonas F. Ludvigsson su "Acta Paediatrica". La review include oltre 500 articoli e lettere scientifiche pubblicati nelle banche dati, server di pre-stampa compresi. La conclusione dell'autore è appunto che "sembra improbabile che l'apertura delle scuole e degli asili possa portare a un incremento significativo della mortalità".

Entrando nel merito di alcuni degli studi rivisti, "uno di Choi e colleghi pubblicato online il 6 aprile sintetizza tutta la letteratura su questo argomento, e mostra che non ci sono casi di trasmissione da bambino a bambino o da bambino ad adulto. Qualche raro report descrive casi di contagio da bambini ad adulto, ma l'apparente precedente contagio dei bambini rispetto agli adulti potrebbe essere dovuto soltanto a un periodo di incubazione minore nei bambini".

Una conferma arriva poi dalle cronache, dalla vita reale: "Anche i report degli studi 'reale life' descrivono una diffusione molto limitata di Covid-19 tra bambini e da bambini ad adulti. Un bambino di 9 anni ha frequentato 3 scuole in Francia mentre era sintomatico con Covid, ma non ci sono evidenze che nessuno dei suoi 112 contatti scolastici abbia contratto il virus". Ancora: "Il Centro nazionale australiano per la ricerca sull'immunizzazione nel Nuovo Galles del Sud ha descritto il caso di 9 studenti delle scuole primarie e superiori e 9 membri del personale con confermato Covid-19. Queste 18 persone hanno avuto contatti con 735 studenti e 128 dipendenti, e solo 2 bambini hanno contratto il Covid-19 da questi casi scolastici iniziali e nessuno del personale".

Infine, "finora non ci sono notizie di focolai di Covid-19 nelle scuole svedesi". Tutte evidenze a sostegno della tesi che, "anche se ci sono bambini asintomatici che frequentano le scuole, è improbabile che diffondano il contagio".

(Unioneonline/v.l.)

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