CRONACA - ITALIA

i dati in italia

"Discesa lenta": record di guariti, meno di 600 decessi. Ma risale il numero dei contagi VIDEO

Un dato, quello dei contagi, certamente viziato dalla cifra record di tamponi effettuati

Torna a crescere il numero di contagi da cornavirus in Italia, ma continuano a calare sensibilmente sia i ricoveri che le terapie intensive. Oggi si registra anche un boom di guariti e le vittime tornano sotto quota 600.

Questa la sitnesi dei dati forniti nel consueto bollettino quotidiano della Protezione civile.

Sono complessivamente 95.262 i malati da coronavirus in Italia, con un incremento di 1.195 rispetto a ieri, quando l'aumento era stato di 880. Tra questi, 3.693 sono in terapia intensiva (99 in meno, quinto giorno consecutivo di alleggerimento dei reparti), 28.485 ricoverati (-233) e 63.084 in isolamento domiciliare.

L'8 aprile è la giornata del record di guariti, ben 2.099, che porta il totale a 26.491: "I guariti degli ultimi 10 giorni sono pari al 50% del totale dall'inizio dell'epidemia", fa sapere il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Quanto alle vittime, si torna sotto quota 600: oggi ne sono state registrate 542, per un totale di 17.669 decessi.

Risale il numero dei contagiati totali di giornata, a 3.836, ieri si era attestato intorno ai 3mila. Il numero totale dei contagiati, compresi morti e guariti, è di 139.422. Ma quella odierna è anche la data record per numero di tamponi a livello nazionale: ne sono stati effettuati quasi 52mila, per un totale di 807.125 dall'inizio dell'epidemia. Ieri, per dire, erano stati meno di 34mila.

La tabella del ministero della Salute
La tabella del ministero della Salute

REGIONE PER REGIONE - Dai dati della Protezione civile emerge che sono 28.545 i malati in Lombardia (202 in più rispetto a ieri), 13.110 in Emilia-Romagna (+62), 10.171 in Veneto (+206), 10.989 in Piemonte (+285), 3.562 nelle Marche (-176), 5.557 in Toscana (+130), 3.245 in Liguria (+33), 3.448 nel Lazio (+83), 2.859 in Campania (+94), 1.415 in Friuli Venezia Giulia (+36), 1.940 in Trentino (+50), 1.281 in provincia di Bolzano (-20), 2.238 in Puglia (+101), 1.893 in Sicilia (+34), 1.534 in Abruzzo (+43), 823 in Umbria (-23), 606 in Valle d'Aosta (+13), 840 in Sardegna (+19), 755 in Calabria (+22), 181 in Molise (-4), 270 in Basilicata (+5).

Quanto alle vittime, se ne registrano 9.722 in Lombardia (+238), 2.234 in Emilia-Romagna (+54), 736 in Veneto (+41), 1.378 in Piemonte (+59), 652 nelle Marche (+22), 392 in Toscana (+23), 654 in Liguria (+34), 221 in Campania (+5), 244 nel Lazio (+6), 169 in Friuli Venezia Giulia (+5), 219 in Puglia (+10), 183 in provincia di Bolzano (+9), 133 in Sicilia (+8), 179 in Abruzzo (+7), 50 in Umbria (+1), 102 in Valle d'Aosta (+2), 255 in Trentino (+11), 60 in Calabria (+0), 59 in Sardegna (+7), 13 in Molise (+0), 14 in Basilicata (+0).

"DISCESA LENTA" - "Dobbiamo mantenere alta la guardia e mettere in atto tutti quei comportamenti consigliati dagli esperti per evitare diffusione del virus", dichiara il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Anche perché Ranieri Guerra, vicedirettore dell'Oms intervenuto in conferenza stampa, afferma che "non siamo in una diminuzione netta, ma in un rallentamento della velocità".

"Questo vuol dire - continua - che c'è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus. Quindi aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile. Si potrebbe pensare a riaperture per classe di lavoro, tipologia geografica e classe di età, ma sempre con un occhio a una diminuzione marcata di questa curva che ancora non c'è".

Bisogna dunque mantenere le misure, avverte l'Oms. E quando si passerà alla fase 2, afferma Guerra, "dovranno essere garantiti dei requisiti minimi come la capacità di identificare con assoluta certezza in 24-36 ore la casistica sospetta, con una presenza pervasiva sul territorio".

(Unioneonline/L)

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