CRONACA - ITALIA

l'inchiesta

Open Arms, la difesa di Salvini: "Non spettava all'Italia indicare il porto"

Terza richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di persona per Salvini: dopo Diciotti e Gregoretti, Open Arms
(archivio us)
(Archivio US)

"L'indicazione del porto sicuro spettava alla Spagna o a Malta, non certo all'Italia".

È uno dei passaggi della memoria difensiva che Salvini ha depositato alla Giunta per le immunità sul caso Open Arms.

"Il comandante della nave - si legge - ha deliberatamente rifiutato il Pos (il porto sicuro, ndr) indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia, come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

È pervenuta alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la memoria dell'ex ministro dell'Interno. Domani alle 13 si terrà la riunione della Giunta e il relatore, il presidente Maurizio Gasparri, farà la sua proposta sui cui si aprirà il dibattito in vista delle successive decisioni. È la terza richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del leader leghista: tutte per sequestro di persona, questa è la prima che riguarda una nave Ong. Le altre due riguardavano navi militari: sulla Diciotti l'allora ministro fu salvato dai 5 Stelle, che negarono l'autorizzazione a procedere, concessa invece per la Gregoretti.

"L'Italia - spiega Salvini nella sua memoria - non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento con i salvataggi della nave spagnola Open Arms avvenuti al di fuori di aree di sua pertinenza. È lo Stato di bandiera che deve indicare il Pos in caso di operazioni effettuate in autonomia da navi Ong".

(Unioneonline/L)

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