CRONACA - ITALIA

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Treno deragliato: "Difetto interno allo scambio"

Svolti gli accertamenti irripetibili, l'area parzialmente dissequestrata
il treno deragliato (ansa bazzi)
Il treno deragliato (Ansa - Bazzi)

Gli accertamenti irripetibili sul treno deragliato la settimana scorsa nel Lodigiano sono stati svolti ieri e la Procura di Lodi ha parzialmente dissequestrato l'area. I telefonini dei cinque indagati sono stati invece sequestrati in quanto i messaggi presenti nelle loro chat sono ritenuti preziosi nell'economia delle indagini per fare luce su quanto accaduto al Frecciarossa 1000 e chiarire eventuali responsabilità per la morte dei due macchinisti.

I periti si sono concentrati sullo scambio numero 5, quello coinvolto nello sviamento dai binari.

Potrebbe essere stata "un'inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire" una delle cause del deragliamento, ha reso noto il direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, Marco D'Onofrio, in commissione Lavori Pubblici del Senato.

D'Onofrio ha spiegato di aver ricevuto una comunicazione da parte della procura su "un difetto interno di una componente" dello scambio.

IL FUNERALE DI DICUONZO - Mentre sempre ieri si è svolto il funerale di Mario Dicuonzo, il macchinista di 59 anni, al quale hanno preso parte - tra gli altri - il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il prefetto di Milano Renato Saccone, il sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti e una folta delegazione di colleghi amici, quattro dei quali (Angelo Balardino, Simone Mea, Lucrezia Bari e Simona Carboni) hanno ricordato Dicuonzo dall'altare.

"Eri una brava persona - ha detto Lucrezia Bari, tra le lacrime - e una persona buona. Eri così paterno che quasi ci si sentiva a casa. Se adesso siamo qui, e siamo macchinisti, lo dobbiamo a te. Se è vero che un macchinista non muore mai, un maestro non lascerà mai i suoi allievi".

Ivonne Cosciotti ha invece ricordato come la sua città abbia molto sofferto per i disastri ferroviari negli ultimi anni, con le tre pendolari morte il 25 gennaio di due anni fa proprio a Pioltello e con l'incidente di Corato del 2016, nel quale morì la concittadina Donata Pepe, che riuscì tuttavia a salvare il nipotino abbracciandolo.

(Unioneonline/s.s.-F)

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