Piantedosi alla Camera: «Chi sfila con gli antagonisti offre loro impunità, il corteo di Torino una resa dei conti»
Il ministro in Aula a Montecitorio riferisce sugli scontri di sabato: «Il livello di scontro si sta innalzando a livelli che richiamano dinamiche terroristiche»(Ansa)
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Il centro sociale Askatasuna è stato sgomberato «dopo 30 anni di illegalità e violenze», il corteo di sabato era stato organizzato in anticipo ed era una «resa dei conti con lo Stato».
Così Matteo Piantedosi in un’informativa alla Camera sugli scontri di Torino. Il ministro dell’Interno ha elogiato il «grande lavoro svolto», che «ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti». Il ministero «aveva disposto l'invio di una rilevante aliquota di rinforzo - circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia - e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell'aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l'arrivo di soggetti noti per precedenti specifici».
L’iniziativa di sabato «era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea indetta da Askatasuna presso l'Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell'antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica».
E in quella circostanza, ha ricostruito Piantedosi, «nel rilanciare l'appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna è stato sottolineato - cito testualmente - che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro».
Ancora: «Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti». Il ministro parla di un «innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato».
I disordini di sabato, ha sottolineato il ministro, «confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo che chi sfila finisce per offrire loro una prospettiva di impunità».
Con il nuovo decreto sicurezza (domani il Cdm, ndr), «stiamo lavorando all’introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l’azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini. Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all'attentato alla democrazia».
(Unioneonline/L)
