CRONACA - ITALIA

il delitto

Elena Ceste, parla l'investigatore del marito: "Omicidio? Non è stato provato"

Michele Buoninconti sta scontando 30 anni ad Alghero, non è escluso che chiederà di riaprire il caso
elena ceste (foto facebook)
Elena Ceste (foto Facebook)

"Non c'è una sola prova che sia stata assassinata".

Così Davide Cannella, l'investigatore ingaggiato dall'ex Vigile del fuoco Michele Buoninconti che sta scontando ad Alghero la condanna definitiva a 30 anni per l'omicidio della moglie Elena Ceste.

"Non lo dimostrano gli atti, nemmeno le perizie, non l'ha dimostrato nessuno, si è soltanto ipotizzato: è un grave errore giudiziario - prosegue Cannella, della Falco Investigazioni, che su incarico dell'uomo e dei suoi familiari da un mese e mezzo ha ripreso le indagini sul caso -. In carcere con Michele abbiamo parlato del momento in cui la moglie è scomparsa, quella mattina in cui lui stava portando i figli a scuola, di quando è rientrato e ha trovato gli abiti della donna. Noi abbiamo una tesi diversa".

Buoninconti, che in carcere sta studiando per conseguire una laurea in Economia e Commercio, si è sempre dichiarato innocente, nonostante la condanna di primo grado sia stata confermata in Appello e Cassazione, e non è escluso che chieda la revisione del processo.

Il delitto si è consumato nel gennaio del 2014, quando la 37enne, mamma di quattro figli, è sparita dalla sua casa di Costigliole d'Asti.

Il cadavere è stato ritrovato mesi dopo in un canale poco distante dall'abitazione.

In questi giorni Elisa (la più grande delle figlie di Elena) ha scritto una commovente lettera pubblica ai nonni: "Avete tenuto unita la famiglia. Siete voi gli artefici di questo miracolo di unità".

(Unioneonline/M)

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