CRONACA - ITALIA

il caso

Fondi russi alla Lega, Savoini fa scena muta davanti al pm

Indagato per corruzione internazionale, il leghista si è avvalso della facoltà di non rispondere

Non ha risposto alle domande del pm di Milano Gianluca Savoini, presidente dell'associazione Lombardia-Russia indagato per corruzione internazionale, nell'ambito del caso dei presunti fondi russi alla Lega, emerso dopo la pubblicazione da parte del sito americano BuzzFeed della registrazione di un incontro tra esponenti del Carroccio e magnati di Mosca.

Un interrogatorio che ha avuto breve durata, proprio perché il leghista ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Insieme a Savoini, avrebbe preso parte al vertice all'Hotel Metropol anche il legale Gianluca Meranda, convocato dai pm del capoluogo lombardo.

Cofondatore di uno studio legale con una sede a Roma e una a Bruxelles, l'avvocato sarebbe stato presente all'incontro in qualità di "General Counsel di una banca d'affari anglo-tedesca interessata all'acquisto di prodotti petroliferi di origine russa".

Per ora, invece, non sarebbe previsto alcun interrogatorio per il consigliere di Matteo Salvini, Claudio D'Amico.

L'ex parlamentare leghista è stato tirato in ballo nelle scorse ore da una nota di Palazzo Chigi, indicato come colui che avrebbe sollecitato la presenza di Savoini al Forum Italia-Russia con il presidente Vladimir Putin e il premier Giuseppe Conte, lo scorso 4 luglio.

SALVINI: "MI OCCUPO DI VITA REALE, NON DI FANTASIA" - Intanto Salvini continua a prendere le distanze dal presidente dell'associazione Lombardia-Russia e a respingere le accuse mosse al Carroccio.

"Mi occupo di vita reale e non di spionaggio o di fantasia, c'è un'inchiesta e attendiamo sereni la sua conclusione", ha detto il segretario leghista ieri sera a Spoleto.

A commentare la vicenda anche il presidente del Consiglio Conte: "Ho già chiarito che ho fiducia nel mio ministro degli interni Salvini, ovviamente dobbiamo trasparenza e io, per quanto mi riguarda, l'ho resa nella massima forma".

Ieri il vicepremier Luigi Di Maio ha chiesto alla Lega di riferire in Parlamento sul caso, ribadendo anche la necessità di istituire una commissione di inchiesta sui finanziamenti ai partiti.

(Unioneonline/F)

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