CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

il delitto di quartu

Omicidio Mallus, chiesti 14 anni. Il figlio di Susanna: "Chiedo giustizia, ho paura"

Massimiliano Mallus è accusato di aver ucciso la sorella Susanna al culmine di un litigio, il disperato appello del figlio della vittima
la casa del delitto a sinistra i due fratelli mallus (archivio l unione sarda)
La casa del delitto. A sinistra i due fratelli Mallus (Archivio L'Unione Sarda)

Aveva ucciso la sorella con 18 coltellate per una lite sull'eredità. Oggi, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 14 anni e 8 mesi nei confronti di Massimiliano Mallus, quartese di 53 anni, arrestato a fine giugno dello scorso anno dopo l'omicidio di Susanna Mallus, 55 anni.

L'omicidio - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - era avvenuto il 29 giugno 2019 in un'abitazione di Quartu Sant'Elena, all'apice di un diverbio tra i due fratelli su come spartirsi l'eredita dell'anziana madre.

Questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Cagliari, Manuela Anzani, il pubblico ministero Alessandro Pili ha chiesto la condanna del 53enne al termine del processo in abbreviato. A difendere l'imputato c'erano gli avvocati Massimo Piras e Andrea Viola, mentre il figlio della donna uccisa si sono costituiti parte civile con il legaele Ignazio Ballai. L'accusa non ha contestato premeditazione. Mercoledì c'è la sentenza.

IL FIGLIO DELLA VITTIMA SCRIVE A UNIONESARDA.IT

"Gentile redazione, mi chiamo Francesco Borriello, ho 26 anni e sono il figlio della defunta Susanna Mallus assassinata brutalmente lo scorso 28 Giugno 2019. Il dolore che sto vivendo dalla scomparsa di mia madre è indescrivibile. Sono state spese tante parole su questa vicenda ma io non sono mai stato preso in considerazione.

Questa mattina, davanti al Gup del tribunale di Cagliari il pubblico ministero Alessandro Pili ha chiesto la condanna a 14 anni e 8 mesi nei confronti dell'assassino Massimiliano Mallus. In virtù dell'efferatezza con cui è stato commesso l'omicidio ritengo la condanna proposta dal PM inadeguata. Ritengo inoltre ingiusta la mancata contestazione della premeditazione nonostante negli atti giudiziari vi siano degli elementi che la rendono evidente.

Non mi resta che confidare nella sentenza finale che verrà emessa il 27 Maggio dal giudice Manuela Anzani.

La vita di mia mamma non vale una condanna di 14 anni!"

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