CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

la filastrocca

Il virus visto da un bimbo sardo: "Ti chiamano corona, ma non sei un re"

La semplice ma calzante filastrocca di Diego che parla al virus con serenità come solo un bambino riesce a fare
(foto pixabay)
(foto Pixabay)

Diego Schirru, come i suoi compagni di classe della scuola media di Ortueri e di tutte le scuole d'Italia, è a casa per l'emergenza coronavirus.

E il primo compito online assegnato dall'insegnante via WhatsApp verteva proprio su questo: scrivere sul tema una filastrocca. A inviarla alla redazione di Unionesarda.it è la mamma di Diego, Daniela (che col marito autorizza la pubblicazione del nome del bimbo).

Il ragazzino - che vive in un altro paese della zona - si è messo all'opera e ha steso una serie di rime "con tutta la semplicità, la positività e la speranza che solo un bambino può davvero trasmettere", racconta Daniela. "Un messaggio per dire a tutti di non aver paura e, anche se ascolta tutti i giorni il tg insieme a noi, è riuscito a trasmettere la voglia di reagire".

Ecco la poesia:

"Etciù! Basta uno starnuto

e tutti scappan via,

un bacio o una carezza

e dritti in farmacia.

Ti chiamano corona

ma tu non sei un re,

sei un virus prepotente

che non vale un granché.

Dicevano 'in Sardegna non arriverà'

e invece, guarda un po', eccoti qua!

Fai un po' paura ma forse non sai

che lotteremo finché non sparirai.

E anche se non è più carnevale

una mascherina dobbiamo indossare.

Pensiamo all'igiene e ci laviam le mani

e cerchiamo anche di stare lontani.

Facciamo di tutto per non farci acchiappare

e tu, virus, non riuscirai a infettare.

La nostra Italia si salverà

e un bel lieto fine ci sarà".

(Unioneonline/s.s.)

La filastrocca di Diego sul coronavirus
La filastrocca di Diego sul coronavirus

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