CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

l'inchiesta

Dalle viscere di Lanaittu alla missione su Marte

La sfida scientifica della Sardegna: grotte segrete nel Supramonte e il silenzio di Sos Enattos
le immagini dell agenzia spaziale europea
Le immagini dell'Agenzia Spaziale europea

Lanaiuttu, come Marte. Valle sconosciuta e segreta, inaccessibile e affascinante. Incastonata nei "monti azzurri e chiari" della Deledda, impetuosi all'orizzonte per chi da Nuoro rivolge lo sguardo verso Oliena. Li osservi come se fossero un monumento maestoso, supremazia assoluta della natura. Da che mondo è mondo questi massicci simbolo della Sardegna più impervia sono lì, a segnare il confine tra l'argento del più alto Corrasi (1.463 metri d'altezza) e l'azzurro vivace del cielo. Impossibile per i comuni mortali immaginare che quella maestosa valle sia la terra promessa di astronauti blasonati, donne e uomini abituati a passeggiare nello Spazio, pronti a posare i piedi sul suolo lunare e nel contempo prepararsi per la missione su Marte attraversando le viscere profonde della valle di Lanaiuttu.

Sardegna invisibile

Qui, tra Oliena e Dorgali, c'è una Sardegna che non si vede. Un paesaggio extraterrestre che non si può immaginare. Scorre a due passi da Lucifero ma sembra il cuore del pianeta rosso. Se il Covid allenterà la morsa e il mondo si potrà ricongiungere la Sardegna sarà anche il prossimo anno meta di una delle missioni spaziali più dure ed esclusive a cui i passeggiatori spaziali si sottoporranno. Americani e russi, cinesi e giapponesi, canadesi ed europei. Senza distinzione di sorta. Tutti ospiti dell'Esa, l'Agenzia Spaziale Europea che ha fatto di quest'Isola segreta la sua stazione orbitale per preparare la missione su Marte. Da anni, ormai, la meta è fissa, come se il Supramonte fosse la porta d'accesso per la scalata più ardita dell'uomo dopo il suolo lunare. In questo scenario mozzafiato è inimmaginabile quello che riservano le arterie profonde di queste montagne. Terra carsica, dove l'acqua scompare e ricompare con vasi comunicanti che solo chi ha avuto l'ardire e la forza di oltrepassare quelle dolomie può immaginare.

Oltre l'ignoto

La fantasia, anche quella più estrosa, non potrà mai rappresentare nemmeno una minima parte di quanto si cela dentro questa valle tanto segreta quanto bramita dai cosmonauti senza bandiera. L'ultimo degli astronauti russi che ha varcato la soglia di Lanaiuttu per immergersi nell'infinito non ha usato mezze parole per descrivere la missione. "Per noi lo spazio e la Luna non sono più un mistero. Per i cosmonauti del futuro la missione è Marte. Per simulare un ambiente tanto sconosciuto e impervio, quanto rischioso e imprevedibile bisogna venire qui. Accedere in queste profondità è come entrare dentro Marte". Lo sanno bene coloro che l'Agenzia Europea ha spedito a Oliena e Dorgali per Caves, le missioni spaziali nelle profondità più contorte del sottosuolo di Lanaittu.

Goccia dopo goccia

Nel cuore di queste montagne la natura ha dato il meglio di se riproducendo cattedrali imperiose, milioni di guglie stillate goccia su goccia in millenni di laboriosa natura. Cavità che appaiono la riproduzione sotterranea delle torsioni terrestri dei ginepri secolari che si inerpicano nelle pareti verticali della grande valle olianese. L'acqua ha scolpito le viscere più profonde di queste cavità trasformandole in un esclusivo paesaggio di Marte, così come lo immaginano gli uomini della Luna e dello Spazio. Qui il vento non soffia, ulula. Qui l'acqua non scorre, modella e plasma. Nelle grotte di Sa Oche e su Bentu, la voce e il vento, si raggiungono dimensioni da primato, chilometri e chilometri di fenomeni carsici, sale polifoniche alte sino a cento metri con stalattiti e stalagmiti che si ergono dal suolo o dal soffitto come canne di un organo polifonico monumentale.

I cristalli affilati

I cristalli sono sottili come lame di un coltello di Arbus, affilati come quelli di Pattada. Laghi spiaggiati su acque azzurre posate sul quarzo della sabbia più profonda dell'Isola dei Nuraghi. E' qui, ad una latitudine di 40 km sotto Lula, che si sperimentano i viaggi su Marte. Una ricerca incrociata che ha dello straordinario: nelle miniere di Sos Enattos ci si prepara ad ascoltare quello che succede nei corpi celesti più lontani dell'Universo, registrare i sommovimenti delle onde gravitazionali nello spazio infinito, nelle profondità di Lanaiuttu, invece, gli uomini e le donne dello Spazio studiano quello che potrebbero trovare nel quarto pianeta utile dopo la Terra.

Isola nello Spazio

Una Sardegna sempre più esclusiva e unica, talmente variegata da poter fornire al mondo scientifico più avanzato il silenzio per ascoltare l'Universo e le cavità impressionanti per simulare lo sbarco su Marte. Nel silenzio di queste missioni nel cuore del Supramonte di Oliena e Dorgali hanno calcato le profondità più strette e irraggiungibili i numeri uno delle missioni spaziali internazionali.

Parmitano & Supramonte

Grazie alla più grande tradizione speleologica della Sardegna, di Oliena e del Supramonte in particolar modo, gli astronauti hanno trovato guide incredibili capaci di far vivere quelle emozioni in grado di soppiantare le missioni sullo spazio. Difficoltà estreme, cunicoli impressionanti, isolamento totale dall'esterno. E non è un caso che Luca Parmitano sia stato uno dei primi negli anni scorsi, nella riservatezza dell'avventura sarda, a prepararsi a Lanaiuttu per le missioni più estreme a bordo della navicella Soyuz Ms-13. AstroLuca. come è familiarmente diventato durante i suoi collegamenti dallo spazio verso la Terra, ha persino ricoperto il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale, per la prima volta assegnato ad un italiano e solo per la terza volta ad un astronauta dell'ESA in 18 anni di operazioni della stazione orbitante. Ed è stato proprio l'allenamento tecnico e psicologico nel cuore del Corrasi che gli ha consentito di restare per tante ore appeso nello spazio, sino a superare il record europeo di permanenza extraveicolare, oltre le 31 ore e 54 minuti. Dall'Esa Caves in Sardegna al record di permanenza fuori veicolo nello spazio.

Taccuino di profondità

Le parole nel suo taccuino di bordo nel viaggio dentro il Supramonte sono un encomio spaziale: «L'orizzonte infinito e il nero assoluto dello spazio hanno un fascino indiscutibile, ma il buio di una grotta, che si snoda sottoterra in posti dove la luce non ha mai fatto visita, mi ricorda quanto ancora non sappiamo del nostro pianeta». La missione speleologica ricrea ogni dettaglio della spedizione spaziale con un equipaggio internazionale, così come avviene per tutte le squadre di cosmonauti che devono varcare la porta più lontana dell'Universo. A Oliena in una delle ultime riservatissime missioni, insieme a Parmitano, hanno varcato la soglia dell'infinito di Lanaittu l'astronauta dell'ESA Pedro Duque, gli astronauti della Nasa Jessica Meir e Richard Arnold, l'astronauta giapponese Aki Hoshide, l'astronauta cinese Ye Guangfu e il cosmonauta Sergei Korsakov.

Terra aliena

Per loro entrare nelle grotte significa affrontare un ambiente sotterraneo oscuro e alieno con infinite analogie con lo spazio. Spostarsi su una parete di una caverna ignota è come affrontare una passeggiata nello spazio. Significa stare in perenne tensione, assumere in un istante decisioni delicate, sia come singolo che come team. A Lanaittu esattamente come nello Spazio. E queste profondità hanno testato gli strumenti più avanzati per le missioni spaziali. Attrezzature di ultima generazione per creare mappe 3D delle grotte e soprattutto la sperimentazione di xFerra, un nuovo e potente sistema di comunicazione in grado di trasmettere attraverso 800 metri di roccia. Da Sa Grutta alla Stazione Spaziale Internazionale anche un'altra star dello spazio, Paolo Nespoli, l'astronauta italiano che ha condiviso le viscere del Supramonte con canadesi, russi, americani e giapponesi. Da Lanaittu a Sos Enattos la Sardegna traguarda lo spazio, con gli occhi puntati del mondo scientifico internazionale.

Mauro Pili

© Riproduzione riservata

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