CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

approfondimento

Lotta alla peste suina, così la Sardegna sta sconfiggendo la malattia

Dei maiali abbattuti il 15 novembre, otto campioni sono risultati sieropositivi alla peste suina africana
maiali allo stato brado (foto cristina cossu)
Maiali allo stato brado (foto Cristina Cossu)

Gli abbattimenti di suini allo stato brado sono ricominciati nei giorni scorsi a Orgosolo, dopo quasi un anno di stop e circa 4000 animali a rischio eliminati. Da febbraio non c'erano più stati blitz nelle campagne, da quando cioè c'è stato il cambio alla guida della Regione. Al netto delle polemiche è vero che, come ha sottolineato l'assessore alla Sanità Mario Nieddu, "non si registrano focolai nei suini domestici da quattordici mesi e nei cinghiali la malattia si è ridotta in modo considerevole", ma bisogna fare un ultimo sforzo - dicono gli esperti.

L'ULTIMO INTERVENTO - Dei maiali abbattuti il 15 novembre, otto campioni sono risultati sieropositivi alla peste suina africana. "Un dato che conferma che il pascolo brado è una pratica ad altissimo rischio per la trasmissione del virus. Tuttavia, con le attività di depopolamento portate avanti, soprattutto dalla fine del 2017 - sottolinea il direttore generale dell'Istituto zooprofilattico Alberto Laddomada - e quindi con meno suini bradi in circolazione, abbiamo avuto una forte riduzione della trasmissione della malattia e un radicale miglioramento della situazione epidemiologica. Con il diradamento dei maiali bradi si ha un quadro sempre più incoraggiante nel processo di eradicazione. Dobbiamo continuare nelle azioni di depopolamento degli ultimi branchi illegali nei territori a cavallo tra Barbagia e Ogliastra. Solo raggiungendo questo importante obiettivo la Commissione Europea, nel giro di breve tempo, potrà rivedere la normativa che impedisce alla Sardegna di vendere oltremare le proprie carni suine e i suoi derivati, così da ridare slancio a un comparto messo all'angolo e mortificato da oltre 41 anni di restrizioni".

Un'operazione di abbattimento di suini bradi in Barbagia (foto Cristina Cossu)
Un'operazione di abbattimento di suini bradi in Barbagia (foto Cristina Cossu)

GLI OBIETTIVI Se tutto andrà per il verso giusto, se non ci saranno intoppi e si procederà con le misure adottate dall'Unità di progetto costituita dalla precedente Giunta, la peste potrebbe essere completamente debellata nel giro di pochi mesi, e la Sardegna potrebbe ottenere dall'Unione europea il via libera per l'esportazione in tutto il mondo. Obiettivo: l'immenso mercato orientale. La Cina, il maggior produttore e consumatore del pianeta di carne di maiale, ora ha il virus in casa, e ha bisogno di acquistare dai Paesi sicuri e controllati.

LE RACCOMANDAZIONI - La strada verso la liberalizzazione l'ha ribadita il commissario alla Salute e alla Sicurezza alimentare (uscente) di Bruxelles, Vytenis Andriukaitis, giunto nell'Isola il 12 novembre per incontrare addetti ai lavori, organizzazioni di categoria, assessori e presidente della Regione. L'annuncio tanto atteso non c'è stato: il divieto di commercializzare suini oltremare resta. Ma il commissario ha detto con chiarezza che il metodo adottato finora è quello giusto, che può essere anche d'esempio ad altri Paesi (nell'est Europa in particolare) che stanno combattendo contro questa piaga. Ci sarebbero circa 500 capi selvatici ancora da abbattere, forse un po' di più. I numeri non sono precisi, ovviamente. Ma si sa che sono tutti localizzati tra Barbagia e Ogliastra, e da lì bisogna ripartire per raggiungere il traguardo. Anche il ministro della Salute Roberto Speranza lo ha sottolineato: "Sono mature le condizioni per voltare pagina. In Sardegna da 14 mesi non si registrano nuovi casi di peste suina negli allevamenti. La Regione in questi anni, d'intesa con il ministero, ha lavorato seriamente sulla prevenzione e svolto controlli rigorosi ottenendo importanti risultati. Si tratta di un comparto strategico, di elevata qualità, che vogliamo rilanciare in una regione ad altissimo tasso di disoccupazione".

LA STRATEGIA - Ma cosa è stato fatto per dare una decisa spallata a una malattia che dal 1978 tiene in ostaggio un comparto produttivo e tutta l'Isola? Lo spiega nei dettagli Elisabetta Caredda su Quotidiano Sanità, ripercorrendo le tappe di un percorso difficile, costruito in molti anni di lavoro e di ostacoli.

A marzo 2014 con la Giunta Pigliaru appena insediata - lo ricorda l'allora capo di gabinetto dell'assessorato alla Sanità, Gianni Salis, "il ministero aveva deciso un commissariamento, molto forte, molto rigido. Ci siamo opposti fermamente, perché secondo noi era importante avere il consenso e l'organizzazione per poter procedere". Così ecco la legge 34/2014 approvata da tutta la maggioranza in Consiglio regionale con l'astensione della minoranza (35 voti favorevoli e 14 astenuti), che istituisce l'Unità di progetto per l'eradicazione della Peste suina africana e riorganizza il Servizio della Sanità pubblica veterinaria dell'assessorato, mettendoci a capo un veterinario. Requisito che in precedenza non veniva rispettato.

LA TASK FORCE - La task force è composta dalla presidenza della Giunta (con il suo direttore generale) dagli assessorati alla Sanità, all'Agricoltura e all'Ambiente, dai servizi veterinari delle Assl e dell'Istituto Zooprofilattico di Sassari, da Forestas e dal Corpo Forestale. Ancora: partecipano il Centro di referenza nazionale della peste suina (Cerep), il ministero della Salute (con il direttore generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari) e un consulente esperto di fama mondiale Josè Manuel Sanchez Vizcaino, artefice dell'eradicazione della peste suina in Spagna, Portogallo e Sud America.

Il commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis (a destra), con il suo interprete, in visita a Urzulei il 13 novembre scorso (foto Cristina Cossu)
Il commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis (a destra), con il suo interprete, in visita a Urzulei il 13 novembre scorso (foto Cristina Cossu)

IL PIANO - Parte così il Piano per il depopolamento. La Regione prova a esternalizzare il servizio, ma poiché nessuna ditta partecipa alla gara d'appalto, si decide di procedere con risorse interne. L'assessorato all'Agricoltura propone alcuni benefici per gli allevatori in regola con le norme sanitarie, come ad esempio incentivi sul benessere animale, sulle recinzioni, sulla registrazione anagrafica degli allevamenti. Nel 2016, grazie anche all'intervento del Ministero, si stabilisce un altro punto fondamentale: fino a quel momento la sanzione per un allevatore che si autodenunciava era di 10mila euro, un freno notevole. Ora, la multa si riduce a 400 euro. Prima di avviare gli abbattimenti si dà agli allevatori l'opportunità di regolarizzarsi senza pagare nulla, in seguito c'è la possibilità di regolarizzarsi con la multa light: molti allevatori aderiscono e il numero degli animali allo stato brado diminuisce parecchio.

LE OPERAZIONI - I suini allo stato brado sono i principali diffusori della malattia e sono stati individuati in tre condizioni sanitarie diverse: con il virus, sieropositivi o sieronegativi. Dicono gli esperti che poiché sono a contatto con gli altri animali sempre allo stato brado, prima o poi il contagio si allarga: per questo vengono abbattuti tutti. E queste operazioni - che spesso hanno incontrato forti resistenze - vengono effettuate con il coinvolgimento delle forze dell'ordine e delle prefetture. L'abbattimento dei suini bradi è iniziato a fine 2016, finora il bilancio è di circa 4000 capi eliminati.

I CINGHIALI - Allo stesso modo l'Unità di Progetto è intervenuta sui cinghiali, sensibilizzando i cacciatori che hanno collaborato con molta efficacia. Il risultato è certificato: un minor numero di focolai nel domestico, un minor numero di casi di sieropositività nell'animale selvatico, cioè nel cinghiale. Anche i suini allo stato brado si sono ridotti enormemente, non ci sono quasi più nelle terre pubbliche, se ne trovano ancora alcuni in terreni privati e i focolai sono completamente spariti in Gallura, Cagliaritano, Medio Campidano, Sulcis, Oristano, Sassari.

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