ECONOMIA

lettera a draghi

Negozi al dettaglio nei centri commerciali: siano equiparati alle altre attività del settore

Con una lettera inviata al premier Draghi dalle associazioni di categoria, la richiesta di una maggiore attenzione alle attività economiche senza disparità e discriminazioni
l interno vuoto di un centro commerciale (ansa)
L'interno vuoto di un centro commerciale (Ansa)

La zona bianca in Sardegna e la graduale riapertura delle attività, come annunciato dal presidente Solinas, fa ben sperare anche per i negozi non alimentari posti all'interno dei centri commerciali.

Il Cncc (il consiglio nazionale che li rappresenta), Coop, Conad, Concommercio, Confesercenti, Confimprese e Federdistribuzione hanno scritto al premier Mario Draghi affinché si tenga conto della difficile situazione economica in cui versa anche questo settore: esercizi finora penalizzati, se non addirittura discriminati, costretti dalle misure restrittive anti Covid a tenere le serrande abbassate nei fine settimana.

Chiusure che hanno avuto un pesante impatto economico, "con una contrazione del fatturato annuo complessivo del 40 per cento rispetto al 2019, stimato in una perdita di oltre 50 miliardi di euro". Senza parlare dei posti di lavoro messi a rischio e dell'indotto.

Sarebbe auspicabile che almeno in questa fase "si recuperasse, e a questo settore venissero applicate le stesse regole vigenti per i negozi in altri contesti".

Gli operatori dei centri commerciali hanno sempre rispettato le direttive emanate dal Governo durante le emergenze, hanno adottato tutte le misure imposte e "messo in atto protocolli di sicurezza stringenti (e costosi) per evitare i contagi, con grande senso di responsabilità proprio e nei confronti dei cittadini".

Gli stessi negozianti sono disposti a porre in essere ogni accorgimento per evitare assembramenti, "non solo all’interno delle gallerie dei centri in cui operano, ma anche all’esterno".

In alcune realtà si propongono i tamponi rapidi ai clienti (facoltativi) fin dai parcheggi, e altre misure sarebbero pronti ad adottare contemplando una serie di strumenti che permettono di tenere il conteggio delle persone all’interno con, per esempio, appositi contapersone che indichino l'orario in cui è possibile un accesso sicuro. Cosa che spesso non succede all’aperto in una qualsiasi via commerciale di una città.

Si auspica dunque "in una chiara e proficua decisione da parte delle autorità competenti" affinché la ripresa economica e la salvaguardia della salute pubblica siano compatibili e imprescindibili.

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