ECONOMIA

La novità

A Bosa uno speciale trattamento biologico per migliorare la malvasia

Il nuovo approccio sperimentale è articolato su quattro protocolli con bioattivatori e concimi biologici
bosa vigneto di malvasia (foto pintus)
Bosa, vigneto di malvasia (foto Pintus)

Malvasia di Bosa DOC più naturale, forse più inebriante, con i trattamenti di Bioattivazione attuati dall'azienda Eurovix di Bergamo in collaborazione con l'Università di Sassari.

Si tratta di un approccio sperimentale articolato su 4 protocolli con bioattivatori e concimi biologici ideato da Eurovix in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'ateneo turritano che si sta attuando sulla vigna, della cantina Columbu di Bosa.

"L'obiettivo della sperimentazione è predisporre un piano di gestione della nutrizione, da poter impiegare in sistemi ad alta sostenibilità ambientale, al fine di esaltare le peculiari caratteristiche del vitigno e del suo prodotto fermentato, la malvasia di Bosa", spiegano i responsabili Eurovix Nicola Secchi (Direttore Scientifico) e Nevio Pasquini (Product Manager).

Il trattamento biologico, iniziato prima della quarantena forzata, si è concretizzato in concimazioni di fondo effettuate in campo, poi trattamenti fogliari, quindi la raccolta di dati agronomici ed eco-fisiologici in campo. Entro la fine di settembre, oltre alla produzione saranno raccolti i dati sulle caratteristiche chimiche delle uve in maturazione. Con la vendemmia, le uve soggette ai differenti protocolli verranno sottoposte a vinificazione separata.

Imbottigliata la malvasia, dopo 8/10 mesi dalla vendemmia, "sarà valutata l'influenza della differente gestione agronomica sulle caratteristiche sensoriali e chimico-fisiche", proseguono Secchi e Pasquini. Il proprietario della vigna Gian Michele Columbu esprime "soddisfazione per il lavoro svolto finora e per il piano sperimentale dello studio, che abbraccia l'intera filiera produttiva che va dal campo fino al bicchiere, per valorizzare ulteriormente la rinomata malvasia di Bosa".

Il Dipartimento di Agraria di Sassari si mostra fiducioso perché "dai dati preliminari iniziano a profilarsi delle differenze tra le tesi sperimentali oltre al fatto che alcune di esse sono visibili in campo". I responsabili Eurovix concludono: "La bontà del piano sperimentale sta portando allo sviluppo di un protocollo agronomico applicabile ad altre realtà vitivinicole sia in ambito Nazionale che Internazionale".

Al termine dello studio, il lavoro verrà pubblicato su una rivista scientifica internazionale.

Joseph Pintus

© Riproduzione riservata

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