ECONOMIA

la manovra

Intesa sui licenziamenti ma salta il bonus ristoranti: il decreto agosto arriva in cdm

Aspra battaglia politica sui contenuti della manovra da 25 miliardi
giuseppe conte e roberto gualtieri (archivio l unione sarda)
Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (Archivio L'Unione Sarda)

Si continua a discutere fino a notte fonda per i contenuti del decreto di agosto da 25 miliardi che dovrebbe arrivare oggi in Consiglio dei ministri.

Per il momento, stando a quanto si apprende, salta il bonus per avere lo sconto al ristorante ma la partita non sarebbe ancora chiusa. "C'è un forte pressing del M5s per confermare la norma", dice una fonte di governo. Confermato invece il rifinanziamento del fondo per il piano sul cashless, per incentivare l'uso della moneta elettronica, che però dovrebbe partire "più avanti". Nelle bozze compariva un rifinanziamento da 1,5 miliardi sul 2021.

Raggiunto invece l'accordo sul blocco dei licenziamenti per tutti ancora fino a metà novembre, poi sarà consentito licenziare solo alle aziende che non usino i fondi per la cassa integrazione Covid o per la decontribuzione.

Una mediazione tra chi voleva il blocco fino al 31 dicembre, come chiesto dai sindacati, e chi invece voleva farlo cessare al 15 ottobre, con la fine dello stato di emergenza, come auspicato da Confindustria.

Non è ancora finita però: la maggioranza litiga sulle singole misure del decreto e mette a rischio le coperture. Italia Viva, con Luigi Marattin, condiziona il suo sì in cdm al rinvio a novembre delle tasse per lavoratori autonomi, Isa e forfettari: la misura dovrebbe esserci, Iv attende di leggere il testo.

Il ministro Teresa Bellanova insiste sulla richiesta di 5mila euro a fondo perduto per 180mila ristoratori che usino prodotti al 100% made in Italy: costa 900mila euro e non è detto che passi.

Ok alla fiscalità di vantaggio per il Sud chiesta dal ministro Peppe Provenzano: 30% di sgravi da ottobre sui contributi per le aziende che operino al sud. Passano anche i contributi a fondo perduto voluti da Dario Franceschini per le attività dei centri storici (circa 400 milioni).

Niente da fare per gli sconti più ampi sui consumi, incluso l'abbigliamento, sostenuti da un fronte trasversale alla maggioranza. Protestano il viceministro M5s Stefano Buffagni e la sottosegretaria Pd Alessia Morani: "No a un decreto 'morfina'", fatto di sussidi e non di spinta ai consumi, avvertono. E fino all'ultimo daranno battaglia, come promettono di fare i Comuni, se non passeranno i 500 milioni aggiuntivi chiesti da Antonio Decaro rispetto al corposo pacchetto di sostegni agli enti locali.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe esserci stasera: fino all'ultimo Gualtieri sarà al lavoro con tecnici e sottosegretari per sminare le tensioni e prendersi una pausa prima di un autunno che già si annuncia rovente.

(Unioneonline/D)

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