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Pula, Confindustria conferma: "Presenze a picco, negli hotel -65 per cento"

Gli albergatori: "Stagione lenta, speriamo in una ripresa ad agosto e a settembre"
nicola palomba di confindustria (foto palomba)
Nicola Palomba, di Confindustria (foto Palomba)

Pula, la perla del Sud dell'Isola, prova a ripartire. Anche se il motore del turismo stenta a riaccendersi e il calo delle presenze negli hotel, in questo primo scorcio d'estate, considerato che la maggior parte ha riaperto al pubblico a fine giugno, sfiorerebbe il 65-70 per cento. E - in realtà - nella prima decade di luglio, la situazione non è parsa delle migliori, sia in base alla frequentazione delle spiagge che a sentire gestori e titolari degli hotel. Dalla Confindustria confermano il dato terrificante, che in qualche modo ricalca le stime regionali, con la speranza che ad agosto e a settembre accada il miracolo. Ma per ora è il coraggio a sostenere gli albergatori, consci del fatto che, comunque andrà, la stagione si chiuderà con un bagno di sangue. "Anche se ormai il Covid-19 ha evidentemente compromesso la stagione 2020, dobbiamo lavorare subito per il 2021", spiegano dall'associazione degli Industriali.

IL PARERE DI CONFINDUSTRIA "La comunicazione al mondo deve essere chiara, motivante e rassicurante. Stiamo risentendo della situazione legata a carenze nei collegamenti aerei e alla cancellazione dei voli, spesso improvvisa, che ha comportato l'annullamento di molte prenotazioni anche negli hotel", dice Nicola Palomba, proprietario del Costa dei Fiori, ma anche vicepresidente di Confindustria per la Sardegna Meridionale nonché presidente dell'Ente bilaterale del turismo dell'associazione degli Industriali e dei sindacati. "Il turista vuole venire in Sardegna; è un vero miracolo vedere clienti che prenotano e arrivano con la propria famiglia rispettosi delle distanze e delle regole, senza alcun motivo di imbarazzo come si temeva e convinti che l'isola sia una meta sicura. Tuttavia, se paragonato a un motore, questo mercato ha un cilindro che non parte, ma si sente il rumore. E questo ci fa ben sperare: se ci fosse la certezza dei voli forse potremmo programmare di limitare le perdite con maggiore serenità. Le risposte più importanti, dal punto di vista delle presenze, stanno arrivando dalla Svizzera e dalla Francia. A Pula, come nel resto dell'Isola, si segnalano numerose disdette da Germania e Inghilterra, ma speriamo di recuperare qualcosa per agosto e settembre: ripeto serve sostenere i collegamenti aerei. Il danno derivante dall'incertezza dei trasporti rischia di travolgere il settore direttamente, ma anche tutta l'enorme filiera coinvolta: la speranza è che la Regione intervenga sui trasporti aerei attraverso le società di gestione degli aeroporti che non hanno strumenti per motivare le compagnie aere, oggi più che mai, con load factor (tasso di riempimento aeromobili) insostenibile". Per Palomba, le perdite non sono ancora quantificabili, ma saranno devastanti: "Stando alle prenotazioni on line, a Pula si è avuto il 61 per cento di camere vendute in meno dall'apertura rispetto alla stagione precedente, l'87 da gennaio. Noi siamo operativi dal 27 giugno. Certo, le tariffe sono state rivisitate un po' da tutti, ma se la domanda è piatta, scendere sotto una certa soglia è inutile e, anzi, rischia di creare un danno di immagine. Resta il fatto che tutti vogliono venire ma, ripeto, le notizie delle cancellazioni dei voli non aiutano".

GLI ALBERGATORI Fiduciosi, ma senza eccessi di entusiasmo, gli altri albergatori. Michela Sois, reservation manager dell'Abamar, riferisce: "Abbiamo avuto un crollo rispetto all'anno scorso, credo che i fatturati non saranno paragonabili agli anni precedenti per nessuno. Avremmo dovuto aprire l'hotel a maggio, ma abbiamo scelto di iniziare il 27 giugno. Molte prenotazioni sono state trasformate in voucher per l'estate prossima, altrettante sono state cancellate. Agosto? Il lavoro è quotidiano e intenso, ma non possiamo fare programmi né previsioni". Dal Nora club hotel, di proprietà della famiglia Cappellari, uno tra i pochi di questa parte di costa a tenere aperta l'attività tutto l'anno, preferiscono non parlare di prospettive di ripresa: "Semplicemente perché finora la stagione non è iniziata. Turisti provenienti dall'Italia e dall'estero non se ne sono visti. Dall'estero stimiamo l'85-90 per cento in meno nelle presenze, il 75 per cento dall'Italia. C'è qualcosa dalla domanda interna, ma aiuta nel fine settimana, nella stessa misura dell'anno scorso. Le prospettive? Si profila un buon agosto. Ma molte prenotazioni last minute per luglio sono state cancellate e questo aspetto, che deriva dagli annullamenti dei voli, condiziona non poco. E' accaduto anche il 22 luglio, quando una prenotazione dall'Inghilterra è stata disdetta per la mancata partenza di un volo da Londra. Da Spagna e Inghilterra arriva la clientela prevalente a giugno, che abbiamo perso, luglio e settembre. Ecco, qualche speranza c'è per agosto e settembre, ma siamo prudenti". Prudente sì, ma fiducioso in una ripartenza, è Marco Concas, direttore dell'hotel Flamingo: "Questa è una stagione turistica lenta. Abbiamo concentrato tutta l'attività sul Flamingo, decidendo per il momento di tenere chiuso l'Hotel Mare Pineta. Alle prenotazioni per luglio per adesso sta mancando il mercato estero, per via delle cancellazioni dei voli. Le previsioni sembrano essere leggermente migliori per agosto, concentrate sempre sul mercato italiano. Settembre? Tendenzialmente è il mese in cui viaggiano i tedeschi e gli inglesi. Vedremo come andrà".

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