ECONOMIA

le polemiche

Utenti esclusi dal Reis e Legge 20: protesta a Porto Torres

Diversi aventi diritto ancora non hanno ricevuto un euro
il palazzo comunale (foto l unione sarda pala)
Il palazzo comunale (foto L'Unione Sarda - Pala)

C'è una schiera di utenti, beneficiari della Legge 20 e del Reis che reclama le giuste misure di sostegno. Alcuni aventi diritto del reddito di inclusione sociale, il sussidio economico mensile che spetta ai nuclei familiari in condizioni di povertà, non hanno ricevuto un euro.

A denunciarlo è il consigliere comunale Davide Tellini che in aula consiliare, convocata in via straordinaria nella sala Filippo Canu, ha sottolineato come molte persone aventi diritto siano state escluse dalla graduatoria pur non essendo titolari di alcun patrimonio immobiliare. "Un errore nelle valutazioni - osserva il consigliere - si tratta di soggetti considerati possessori di beni immobili pur non avendo alcuna rendita catastale".

I ritardi sul pagamento delle rate Reis sono stati segnalati anche dal consigliere di maggioranza Loredana De Marco, a seguito di continue segnalazioni ricevute dai beneficiari che lamentano la chiusura degli uffici. Schiere di utenti reduci dal periodo di lockdown in attesa di un piccolo contributo per superare le difficoltà.

"I criteri per partecipare al bando erano molto chiari - ha detto l'assessore ai Servizi Sociali, Rosella Nuvoli - e purtroppo l'incompatibilità tra le due misure del reddito di cittadinanza e il Reis, stabilito dalla Regione, ha determinato l'esclusione di molti partecipanti a questo bando. Era necessario fare la domanda per il reddito di cittadinanza ed essere esclusi per poter accedere ai sussidi Reis e, molte persone pur avendo i requisiti non avevano osservato questo passaggio. Pertanto in questo lasso di tempo gli utenti che hanno dei dubbi sulla correttezza nelle procedure possono chiamare ai recapiti all'ufficio preposto".

Sulla Legge 20 la protesta delle mamme non si placa. I titolari dei contributi per le terapie di persone affette da problemi di salute mentale osservano: "le sei mensilità che abbiamo ricevuto ci sono state erogate solo per l'80 per cento e quindi abbiamo dovuto anticipare le somme rimanenti per garantire le terapie ai nostri figli - spiegano le mamme- costrette, inoltre, a rivolgerci presso le strutture sanitarie private perché i centri convenzionati con la Asl sono chiusi a causa del Covid".

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