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Stop alla continuità sarda, si vola solo nelle altre regioni

Stanziati fondi per la continuità per gli aeroporti di Palermo, Catania, Trapani, Comiso e Crotone. Al palo la continuità sarda
l aeroporto di cagliari (archivio l unione sarda)
L'aeroporto di Cagliari (archivio L'Unione Sarda)

Mentre in Sardegna la nuova continuità è ancora ferma al palo - la Regione attende notizie da Bruxelles sulla prossima riunione - nel resto d'Italia il Governo nazionale sta rivoluzionando il sistema dei trasporti aerei. Sicilia e Calabria potranno contare nei prossimi mesi su una rete di collegamenti definita dal ministero e finanziata dalle casse statali.

IL CASO - In Sicilia nelle ultime settimane stanno festeggiando stanziamenti milionari, che garantiranno la mobilità dei residenti in tutta Europa. Negli aeroporti di Palermo e Catania i passeggeri siciliani avranno diritto a uno sconto del 30 per cento su ogni biglietto. Niente a che vedere con la continuità della Sardegna. Ora in questi due scali si punta sulle "tariffe sociali", un modello già sperimentato con successo in Spagna e Portogallo. Il concetto è semplice: per ogni volo in partenza o in arrivo verrà riconosciuto un rimborso a determinate categorie di passeggeri (studenti, lavoratori pendolari, disabili). Nessuna limitazione del mercato.

Le compagnie aeree (tutte: non ci sarà nessun monopolio) potranno scegliere liberamente orari e frequenze, senza paletti imposti dalla Regione: è questo, forse, l'aspetto negativo del sistema, che rischia di prestare il fianco alle politiche delle low cost. Di buono c'è che gli sconti varranno per tutti i biglietti, anche quelli internazionali, e non solo per i collegamenti verso Fiumicino o Linate. Per questo progetto lo Stato garantirà - i soldi sono già stati previsti nella legge Finanziaria - 25 milioni di euro.

TRAPANI E COMISO - Circa il doppio andrà invece a finanziare la continuità territoriale per gli aeroporti di Trapani e Comiso. Nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli ha firmato il decreto che stabilisce gli oneri di servizio pubblico per questi due scali, seguendo un modello simile a quello sardo. Ci sarà una distinzione tra residenti e non residenti. Chi abita nell'Isola avrà tariffe fisse, tra i 35 e i 50 euro più tasse a seconda della destinazione. Per i turisti sono stati imposti tetti massimi a seconda delle stagioni.

SCALI MINORI - La differenza più importante rispetto al sistema scelto per la nostra Isola è la rete di collegamenti: a Trapani ci sarà una sorta di Ct2, quelle rotte verso gli scali minori che qui mancano dal 2015. E così si volerà a Brindisi, Trieste, Parma, Ancona, Perugia e Napoli. A Comiso invece le tratte "onerate", su cui viene garantito il servizio pubblico, sono quelle di Fiumicino e Linate. Un modello ibrido, a metà strada tra quelli conosciuti in Sardegna, sui cui ha avuto un ruolo fondamentale il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri (M5S), nato a Caltanissetta.

IN CALABRIA - Ma il ministero ieri ha dato il via libera anche al decreto sugli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei nello scalo di Crotone.

Anche in questo caso si è deciso di ampliare le rotte a disposizione dei passeggeri. L'aeroporto calabrese sarà collegato con quelli di Fiumicino, Torino e Venezia. Il modello sarà operativo da luglio e prevede, come succede in Sardegna, frequenze e capienze minime da rispettare, oltre ad altri paletti per le compagnie che parteciperanno ai bandi. "La documentazione relativa è stata inviata a Bruxelles per la condivisione degli uffici della Commissione europea", ha specificato il ministero in una nota.

FRONTE UE - Il confronto con l'Europa sarà fondamentale per il futuro della continuità sarda. La Regione ha chiesto un incontro per il 28 gennaio, che deve ancora essere confermato. Verrà proposto il nuovo modello, che non prevederà la tariffa unica. Ma la partita più importante sarà quella della proroga dell'attuale sistema, su cui Bruxelles si sarebbe già espressa in maniera negativa.

Michele Ruffi

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