ECONOMIA

la precisazione

Crisi del Porto Canale, la Soprintendenza: "Non ha a che fare con l'autorizzazione paesaggistica"

La procedura in corso, che è stata avviata nel novembre 2018, "non può aver influito su dinamiche socio-economiche di lungo termine che investono l’intero Mediterraneo"
il porto canale (foto l unione sarda ungari)
Il Porto Canale (foto L'Unione Sarda - Ungari)

La procedura amministrativa legata al rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica per il Porto Canale di Cagliari non può essere collegata alla crisi del Porto Canale.

Lo precisa la Soprintendenza in una nota, specificando che l'iter riguarda esclusivamente la riedizione dell’autorizzazione emessa nel 1981 e annullata definitivamente dal Consiglio di Stato con sentenza n. 22 del 2000: non è in discussione la “rimozione” del vincolo determinato dal Decreto Ministeriale del marzo 1967, la "Dichiarazione di notevole interesse pubblico della spiaggia della Plaja in Cagliari".

"Allo stato attuale, i vincoli vigenti sull’area sono riconducibili non già al solo vincolo paesaggistico degli anni ’60 relativo dell’area de 'La Plaja' - lungo ben 6 km a fronte dei circa 3 modificati dal Porto canale - ma anche al vincolo sulla fascia dei 300 m dalla battigia marina, vigente dal 1985 e derivato dalla cosiddetta legge 'Galasso' che protegge la morfologia del territorio (mari , fiumi, cime montuose ecc…), e dai vincoli derivanti dal PPR, risalenti al 2006 e di competenza regionale".

"La stigmatizzazione del solo vincolo ministeriale della spiaggia de 'La Plaja' del 1967 fornisce una visione parziale, riduttiva e fuorviante della reale condizione di tutela paesaggistica dell’area, assecondando un’interpretazione distorsiva dell’operato degli organi del MiBAC, il cui compito istituzionale e costituzionale è la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione, nel pieno rispetto dell’art. 9 della Costituzione Italiana".

La crisi del Porto Canale, prosegue la nota, "non ha relazione diretta con la procedura in corso, che è stata avviata solo in data 20/11/2018, e non può aver quindi influito su dinamiche socio-economiche di lungo termine che investono l’intero Mediterraneo e che sarebbe strumentale addebitare al Ministero ed al rinnovo della autorizzazione paesaggistica".

"La Soprintendenza e gli organi centrali del MIBAC hanno sempre collaborato lealmente con i soggetti coinvolti nella complessa vicenda amministrativa, partecipando con i propri rappresentanti ad incontri e riunioni operative volte alla ricerca di una pronta e definita risoluzione della vicenda. La Soprintendenza auspica, pertanto, una conclusione positiva e rapida del procedimento di rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica nel rispetto delle leggi e dei valori in campo, nell’interesse di Cagliari e dell’intera Sardegna".

(Unioneonline/D)

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