ECONOMIA

Sui mercati

Lo spread vola a 291 poi scende, Tria: "Nervosismo ingiustificato"

Il differenziale fra Btp e Bund ha toccato i valori del dicembre scorso
giovanni tria (ansa)
Giovanni Tria (Ansa)

Mercati sulla difensiva e spread in rialzo dopo le parole del vicepremier Matteo Salvini che, ieri, ha ribadito come "se servirà infrangere alcuni limiti del 3% o del 130-140%, tiriamo dritti".

Il differenziale fra Btp e Bund, dopo aver raggiunto 291 punti base, resta sopra la soglia di allerta, intorno a 284. E Piazza Affari, che ha chiuso in negativo, si conferma maglia nera in Europa.

"Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee", il commento del ministro dell'Economia Giovanni Tria. "Ingiustificato perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo - spiega - sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal parlamento con il Documento di economia e finanza. Il governo è al lavoro perché questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all'occupazione".

"Lo spread in rialzo? Lo ricollego alla competizione elettorale, che crea evidentemente agitazione sui mercati", chiarisce Giuseppe Conte. "Tutti i partiti sono impegnati per raggiugere dei successi, stanno rimarcando il territorio politico, ci sono dichiarazioni anche molto forti, ma confido che tutto venga ricondotto in ordine il giorno dopo le elezioni politiche".

Di diverso avviso le voci dell'opposizione.

''Tria parla parla facile – spiega il senatore Pd, Edoardo Patriarca -. A pagare le conseguenze del rialzo dello spread non è lui, ma la stragrande maggioranza degli italiani, delle famiglie. Aumenteranno i tassi d'interesse di mutui e prestiti. Una tassa occulta, nemmeno troppo''.

A fargli eco il senatore di Forza Italia Renato Schifani. "Il livello raggiunto dallo spread, 290 punti base – specifica - è lo specchio dell'inaffidabilità percepita dai mercati rispetto a un governo diviso su tutto e ad un agonismo elettorale che troppo spesso viene giocato sul terreno dell'assalto all'equilibrio dei conti pubblici. E lascia perplessi anche la linea assunta dal presidente Conte: invece di placare le baldanze demagogiche e incontrollate dei partiti che lo sostengono, cerca di tranquillizzare i mercati chiedendo pazienza fino a dopo il voto. Ma non si può mettere in stand by la responsabilità di governo per una tornata elettorale".

(Unioneonline/v.l.)

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