ECONOMIA

la battaglia contro il virus

Peste suina africana in Sardegna: "A un passo dall'eradicazione"

I dati forniti oggi a Villa Devoto a Cagliari
la conferenza a villa devoto (foto regione sardegna)
La conferenza a Villa Devoto (foto Regione Sardegna)

Si è tenuta a Villa Devoto a Cagliari, come annunciato, la conferenza stampa della Regione per fornire i dati sulla situazione della peste suina africana (Psa).

A illustrare il report, il governatore Francesco Pigliaru e i vertici dell'Unità di Progetto (UdP) per l'eradicazione della malattia: "La Psa - hanno detto - è attualmente riscontrata, pressoché esclusivamente in alcune aree della Sardegna centrale, prevalentemente nei maiali bradi ancora presenti e in minor misura in alcune popolazioni di cinghiali. Molto probabilmente, il virus non è in grado di persistere nei soli cinghiali, in cui appare in via di graduale auto-estinzione. Le azioni di depopolamento dei maiali bradi ancora presenti continueranno quindi nelle prossime settimane e mesi, mentre la definitiva eradicazione è prevista nel 2019/2020".

Sul piano più tecnico-scientifico, sono intervenuti il responsabile dell'UdP e direttore generale della Presidenza della Regione, Alessandro De Martini, il direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), Alberto Laddomada, e il coordinatore unico per la lotta alla Psa dell'Azienda per la tutela della salute, Franco Sgarangella. Proprio Sgarangella ha rappresentato l'UdP, ieri a Bruxelles, alla riunione con una delegazione della Sanità animale della Commissione europea, a cui ha partecipato anche il ministero della Salute.

"L'eradicazione della peste suina, che ha tenuto i nostri territori in ostaggio per quarant'anni - ha detto Pigliaru -, era un obiettivo di legislatura. Aver affrontato questa battaglia complicata in modo così articolato, con capacità, determinazione, coraggio, arrivando a un risultato tanto positivo, è uno dei grandi successi della nostra azione di governo. Ci sono ancora passaggi da fare, naturalmente, ma vuol dire che abbiamo consolidato la lotta, coinvolto i territori, cambiato il clima e la prospettiva non solo in Sardegna ma anche a Bruxelles, da dove oggi finalmente arriva una apertura importantissima".

"Vuol dire - ha aggiunto - che abbiamo fatto quello che nessuno aveva fatto prima, che siamo a un passo dalla vittoria definitiva, storica. È un caso di successo basato su punti chiari: abbiamo modificato i livelli di responsabilità sollevando i sindaci dalla difficoltà della gestione diretta del problema e nello stesso tempo abbiamo individuato e seguito un modello scientifico che ha già funzionato in Estremadura cambiando l'economia di un'intera regione. Ancora, abbiamo facilitato in tutti i modi possibili l'uscita dall'illegalità. Siamo riusciti a fare tutto questo attraverso la formula di governance dell'Unità di Progetto, che si è rivelata vincente anche per il programma Iscol@. La storia di questa battaglia è la storia di un lavoro di squadra che ha coinvolto e messo insieme moltissime persone, cittadini, professionisti, amministratori, istituzioni di ogni livello".

"Nel 2014 - ha ricordato De Martini - il ministero della Salute voleva commissariare la Sardegna in conseguenza della disastrosa situazione venutasi a determinare a seguito dell'esplosione di focolai nel biennio 2012-2013. Da lì è partita la scelta della Giunta di fare delle battaglia contro la Psa un impegno di legislatura".

Ormai, ha spiegato, "ci sono tutte le condizioni per la regionalizzazione del tema Psa in Sardegna, ovvero suddividere l'Isola in zone infette e indenni, così da permettere a queste ultime di riprendere la commercializzazione delle carni e dei suoi derivati fuori regione. I tempi attesi per la riapertura dell'export sono di circa 6 mesi".

I RISULTATI - "Siamo riusciti ad eliminare buona parte dei suini bradi presenti in Sardegna - è stato il commento di Laddomada -. E l'impatto di questa misura è stato una forte riduzione della presenza del virus nei cinghiali selvatici, che stiamo osservando in particolare sui campioni raccolti durante la stagione venatoria ancora in corso. Inoltre, si è molto ridotta anche la proporzione di cinghiali con anticorpi, che negli animali giovani - sotto i 18 mesi di età - è al di sotto dell'1%, ulteriore dato che suggerisce che la malattia è in via di estinzione tra i selvatici. Infine, è da più di quattro mesi che non si verifica nessun focolaio di malattia nei suini domestici. Se nei prossimi mesi - ha concluso il direttore generale dell'IZS - riusciremo a eliminare gli ultimi animali bradi, potremmo pervenire alla eradicazione della malattia già nel corso di quest'anno, o al più tardi nei primi mesi del 2020".

I DATI - Secondo dati elaborati sulle analisi di laboratorio effettuate nei campioni prelevati dai cinghiali selvatici si è passati da una presenza del virus nell'1,69% dei cinghiali analizzati nel triennio 2012-15 allo 0,67% nel 2015-2018 e allo 0,08 registrato tra il 2018-2019. In parallelo, è diminuita anche la presenza di cinghiali trovati positivi agli anticorpi contro la Psa: dal 2012 ad oggi, si è scesi dall'8,5%, poi al 4,9% e infine all'1,87% della stagione venatoria in corso.

(Unioneonline/s.s.)

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