CULTURA

Lo studio

Sei un tifoso accanito? Attenzione, hai maggiori possibilità di avere un infarto

Una ricerca dell'Università di Oxford conferma: più ci si agita per la squadra del cuore, più si rischia di essere colpiti da attacchi cardiaci
immagine simbolo (pixabay com)
Immagine simbolo (Pixabay.com)

Seguire la propria squadra del cuore con eccessivo accanimento può aumentare i rischi di avere un infarto.

A certificarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Stress and Health, che ha testato la presenza di cortisolo, l'ormone dello stress, nella saliva dei tifosi durante tre partite dei Campionati del mondo Brasile 2014.

Già in passato alcune ricerche avevano confermato che gli attacchi di cuore sono più frequenti tra i supporter delle squadre sportive - e di calcio in particolare - in occasione di partite importanti.

Ora arriva un'ulteriore conferma. Nel loro studio, i ricercatori dell'Università di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo. E hanno trovato, in particolare durante la storica sconfitta casalinga in semifinale contro la Germania, finita 7-1, livelli di cortisolo schizzato alle stelle, un parametro particolarmente pericoloso, perché collegato a aumento della pressione arteriosa e affaticamento del cuore, soprattutto se è già indebolito.

"Anche i sostenitori occasionali sperimentano lo stress, ma non così forte come in coloro che si identificano con la propria squadra", spiega Martha Newson, una delle ricercatrici del team che ha condotto i test.

"Non sono state riscontrate invece - sottolinea Newson - differenze nei livelli di stress tra uomini e donne, nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre di calcio".

Alla luce delle risultanze dello studio, concludono i ricercatori, gli stadi dovrebbero abbassare le luci e suonare musica rilassante dopo le partite, mentre le società potrebbero tutelare i propri supporter organizzando screening cardiaci e altre campagne di prevenzione medica.

(Unioneonline/l.f.)

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